Piccoli Stronzi Crescono


Trabiccolo o Minicar
Macchinetta o Feticcio ??

di Alessio Papi

Il titolo è un po’ forte ma serviva ad inquadrare l’argomento.

Passata la sosta festiva i media (almeno a Roma), ci stanno flagellando la coscienza con la storia della sedicenne in fin di vita in seguito ad un incidente con una microcar (umanamente dispiace), che ha aperto una polemica (a mio giudizio inutile), sulla presunta sicurezza delle “macchinine”.

Per correttezza specifico che la mia “indole liberale” non concepisce la definizione di “oggetto pericoloso”

(arma, automobile, aereo o qualsiasi altra cosa sia), casomai è pericoloso “l’uso che se ne fa”.

E proprio qui che come si dice “casca l’asino”.

La mia generazione è cresciuta con il “motorino con la marmitta ad espansione”,con il quale compivamo “mirabolanti evoluzioni”(almeno a noi sembrava così), ma al primo ginocchio sbucciato o braccio ingessato (con relativo sequestro del veicolo da parte

dei genitori per almeno tre mesi, e relativo shampoo), capivamo che fare gli “stronzetti” era pericoloso, e ci davamo una calmata.

Qualcuno di noi a diciotto anni ha scelto la comoda via dell’automobile altri come il sottoscritto, sono diventati motociclisti ed hanno

trasformato la necessità deambulatoria in una passione.

Oggi le minicar hanno la presunzione , di delegare le più elementari norme di convivenza civile e di rispetto delle norme del codice della strada, in qualche maniera sopperiscono alla figura del genitore, ovvero colui che dovrebbe insegnare l’educazione e la convivenza al “pargolo”, servono ad alcuni genitori a “lavarsi la coscienza”, – ti compro la macchinetta così puoi fare come ti pare senza farti male -, nulla di più sbagliato e diseducativo.

Basta girare per la Capitale per rendersi conto come vengono condotti tali trabiccoli.

Se da una parte vengono correttamente utilizzati (senza pericoli) da anziani e massaie, per la maggior parte dei giovanissimi sono una specie di “must”,

qualcosa da esibire, da modificare, un feticcio da trasformare in un pericoloso videogame in sprezzo alla propria ed altrui vita.

Un efficace modo per allenare “piccoli stronzi”, che una volta compiuti i diciotto anni potranno tranquillamente acciaccare le vecchiette sulle strisce pedonali con il Suv di papà.

Non capivo come mai anche una “persona seria” come il Sindaco Alemanno si interessasse tanto sulla vicenda, ma dopo alcune riflessioni ho capito.

Le macchinette (considerando l’utenza media) rappresentano la Roma Vip, i figli della Roma “bene” della Roma “potente” e si sa l’Italia è il paese delle Lobby ma non si può dire.

Magari un giorno scopriremo che anche Manfredi il figlio del Sindaco o il figlio di qualche giornalista posseggono un “quadriciclo leggero” comprato da papà…..

Si spiegherebbero tante cose.

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