I Maggio per molti ma non per tutti.


I Maggio
I Maggio per molti ma non per tutti.

di Alessio Papi

 

Questo Primo Maggio oltre ad aver messo a dura prova la pazienza dei romani sta mettendo a dura prova un po’ tutti.

Meravigliosi i momenti dedicati dedicato a Papa Giovanni Paolo II, un grande evento mediatico e religioso, riuscito al meglio, ferito (in parte) dalla banalità e dall’ignoranza dei (presunti) intellettuali di sinistra.

Qualcuno potrebbe spiegami (magari proprio su questo Blog) cosa ha spinto Ascanio Celestini a declamare versi anti-papisti (mascherati da citazione storica), nel giorno della Beatificazione di un grande Papa (che ha come unica colpa quella di aver fatto crollare il muro di Berlino).

La più grossa stonatura in questo giorno è stata un’altra (malgrado le mie convinzioni religiose).

A scanso di equivoci premetto che lo scrivente è un iscritto e un militante della Cisl, e quindi chi intende proseguire nella lettura è avvertito.

Il mio segretario mi ha insegnato una cosa fondamentale nel “fare sindacato”.

Distinguere tra “politica e sindacato” è fondamenale, anche se è una delle cose più difficile da fare.

La piazza di San Giovanni mi pare che anche in questa occasione non lo abbia capito.

Perchè cantare “Bella Ciao” nella giornata dei lavoratori non lo capisco, e già so che farò fatica a spiegarlo domani ai miei colleghi (di tutti i pensieri politici).

Mi sembra uno stupido mezzo (anzi un mezzuncolo) per cercare di spostare verso un colore politico una manifestazione che dovrebbe essere dei lavoratori a prescindere dalla convinzione politica.

Ha ragione il sindaco di Firenze Renzi quando dice che il sindacato non riesce “a parlare ai giovani” ma sbaglia sui perchè.

Il problema è che il Sindacato (con la S maiuscola) dovrebbe parlare più ai lavoratori delle loro problematiche e riuscire a dialogare con i governi a prescindere dal partito del Premier.

Purtroppo questo alcune sigle non lo capiscono o forse, (peggio ancora) non lo vogliono (colposamente) capire.

Barattano l’azione sindacale con una presunta “identità politica” che danneggia solo loro stessi.

Perdono iscritti perchè i lavoratori sono (per fortuna) più svegli di quanto loro credono che lo siano.

Hanno perso una buona occasione per un I Maggio che è stato per molti ma non per tutti.

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