Il Futuro è nel Passato


 di Alessio Papi

La manifestazione di Sabato 3 Marzo ha lasciato il segno.

L’affluenza oceanica ha dimostrato come sia possibile portare avanti un pensiero “non conforme” e coinvolgere migliaia di persone.

Ma è venuto il momento di interrogarci su chi siamo e chi volgiamo essere, che tipo di destra siamo e vogliamo diventare.

Guardare ad astratti futurismi non ha senso, specialmente quando la destra (e non un annacquato centro-destra), può vantare un patrimonio culturale a livello nazionale ed internazionale come pochi.

Sarebbe un peccato (pur nella sua grandezza) limitarsi a Giorgio Almirante.

Una destra moderna, di uno stato laico che però abbia una forte coscienza delle peculiarità culturali, ha necessità di riscoprire i suoi grandi padri, pensare all’Europa dei Popoli sognata da Mazzini, l’economica sociale di mercato di Adenauer le grandi riforme di miti della politica come la Thatcher e Reagan.

In un’ ottica che premia l’idea (e non l’ideologia), è necessario farsi portatori (sani) di grandi battaglie culturali.

Questa Europa non ci piace perchè costruita con una forzata “fusione fredda” di tipo esclusivamente monetarista, che ha ignorato il passato e la storia dei singoli popoli.

Chi non ricorda il passato difficilmente potrà capire il futuro.

L’attualità ci presenta moltissimi occasioni di riflessione, il compito della “buona politica” è fornire il proprio punto di vista per la soluzione dei problemi delle persone e della società.

Di seguito alcuni spunt, alcuni temi “visti da Destra”.

Ovviamente sono osservazioni personali e possono essere non condivisibili, ma vogliono indurre ad aprire un dibattito.

Concludo con una citazione cara al Popolo tibetano “Il Futuro è nel Passato” .

Ce lo dovremmo ricordare più spesso.

EUROPA: E’ necessario riportare la Banca d’Italia sotto il controllo del Tesoro perché le banche centrali devono essere di proprietà degli stati (attuazione legge 262/2005) .

 ECONOMIA: In un’economia stagnante è necessario potenziare gli ammortizzatori sociali (in particolare il sussidio di disoccupazione salvaguardando l’art. 18), ma anche ridare impulso all’industria in un paese che non produce più.

No alla cassa integrazione per chi delocalizza le manifatture, introduzione del salario geografico per incentivare gli investimenti nel meridione, defiscalizzazione degli investimenti produttivi, e tassazione delle rendite finanziarie, restrizioni e tutela del marchio “Made in Italy”, riduzione della pressione fiscale e delle accise sui carburanti con il gettito recuperato dall’evasione, sospensione automatica delle pendenze Equitalia per le imprese che vantano crediti nei confronti della P.A.

 

POLITICA E FINANZA: Per garantire la trasparenza è giusto che cittadini e risparmiatori sappiano come vengono utilizzati i loro soldi.

Obbligo per le banche della pubblicazione degli emolumenti dei Cda e del Management apicale, redditi pubblici per chi ha incarichi politici elettivi e fiduciari.

SUSSIDIARIETA’ E FAMIGLIA: Nel nostro sistema sociale ci sono troppe incongruenze.

E’ necessaria una seria riforma delle pensioni sociali, l’istituzione di graduatorie assistenziali separate per i non italiani, mantenimento dei sussidi, housing sociale e (in un auspicabile futuro)

accesso al mutuo sociale ai soli italiani.

Revoca immediata delle pensioni sociali pagate a soggetti non italiani residenti all’estero, lotta al lavoro nero, detassazione per i proprietari che locano a prezzi convenzionati.

A tutela della famiglia è necessario che la donna possa riappropriarsi della sua identità potendo esprimere al meglio le proprie potenzialità come mamma e lavoratrice.

Incentivi al telelavoro, ristrutturazione della rete degli asili nido con particolare attenzione a quelli aziendali, favorire la flessibilità di orario, estensione dell’obbligo del congedo familiare ai padri, migliorare le strutture didattiche di supporto nelle scuole elementari, non è tollerabile che la presenza di figli di immigrati con problemi linguistici produca a intere classi ritardi nell’apprendimento.

 

SICUREZZA E IMMIGRAZIONE: I numeri sono sotto gli occhi di tutti, i reati sono in costante aumento, le carceri sono sovraffollate, e l’irregolarità dilaga.

Introdurre l’obbligo di presentazione del permesso di soggiorno, il quale deve essere vincolato al mantenimento del posto di lavoro (con una sospensione di max. 3 mesi), e nel caso di

lavoratori autonomi alla dimostrazione di produrre un reddito adeguato al mantenimento del proprio nucleo familiare.

Modifica dell’art. 27 della Costituzione nel riferimento “devono tendere alla rieducazione del condannato”, e l’introduzione dell’obbligo di lavori socialmente utili nel periodo di detenzione.

Introduzione del “three strikes law” per l’aumento esponenziale delle pene per i soggetti recidivi. Stipula di appositi accordi per lo sconto della pena nei paesi di provenienza per i cittadini stranieri ed espulsione immediata per i reati che prevedono la “sospensione della pena” .

Separazione delle carriere e responsabilità civile per i magistrati, tutela legale centralizzata per le Forze di Polizia soggette a procedimenti per atti svolti durante lo svolgimento dei propri compiti operativi.

 

AMBIENTE: L’ Italia rispetto al resto d’Europa porta un ritardo di quasi 20 anni sulla gestione dei rifiuti.

Non è possibile che la differenziata sia ferma a livelli bassissimi, che non esistano (o sono insufficienti) impianti di riciclaggio, che la maggior parte dei rifiuti finisca ancora in discariche gestite da lobby dagli affari poco chiari.

 

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