Caro Francesco ti scrivo.


di Alessio Papi

Caro Francesco ti scrivo,

potrebbe iniziare così questo pezzo , come un amico che scrive ad un altro, ma in realtà è una riflessione di carattere politico.

Piaccia o non piaccia (a me non piace), anche la politica si sta globalizzando.

Da qui a breve  (i segnali ci sono tutti) assisteremo ad crollo dei partiti a cui siamo abituati, primo fra tutti il PDL sempre più incapace di rinnovarsi, troppo ancorato a schemi personalistici, incapace di sopravvivere a vedette e saltimbanchi  finirà per essere fagocitato da se stesso.

Diviene  a questo punto necessario interrogarsi sul futuro (neanche troppo prossimo) sul tipo di “destra” che vogliamo essere, su quali valori dobbiamo puntare, soprattutto capire in che modo confrontarsi con un mondo o perlomeno un’ Europa che in qualche maniera ci opprime sempre più.

Marine Le Pen ha cambiato il Front National ammodernandolo, depurandolo da tutti quegli orpelli folkloristici ereditati dal padre.

Ha cominciato a parlare di economia, valori e  assetti internazionali, con il risultato di aver fatto decollare il partito specialmente tra i giovani tra i 18 ed i 24 anni.

La “destra” (pdl) italiana ha fallito cedendo al liberismo più sfrenato ed al parossismo televisivo (ma non poteva fare altrimenti).

L’Europa ci sta strangolando perché è nata morta, ha abdicato al mero interesse monetario l’identità e la storia delle Nazioni, anteponendo l’economia al cittadino

Sul fronte sociale ed economico bisognerebbe ricominciare a parlare all’elettorato nazional-popolare schiacciato dalla crisi economica, spiegare l’economia sociale di mercato, i guasti della p.a. che frenano lo sviluppo, affrontando i problemi legati a sicurezza ed immigrazione utilizzando  un linguaggio nuovo, che sia scevro da pregiudizi e posizioni  preconcette.

Bisogna costruire una destra che sappia essere di governo e di opposizione, internazionale ma non internazionalista, che sia aperta ed attenta ai cambiamenti , composta da bravi politici e bravi amministratori, che (piaccia o non piaccia) sappiano dialogare con tutti,  anche con quei  “salotti” dove troppo spesso si sono decise le sorti di questo Paese.

Una Destra che raccolga in toto l’eredità del grande Giorgio Almirante, senza la tentazione di un maldestro  lifting.

Caro Francesco noi ci siamo.

Buon Lavoro !

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