Io sto con Veneziani e Storace.


di Alessio Papi

Ha ragione Veneziani nel suo corsivo sul Secolo d’Italia, ed è altrettanto giusta la risposta di Francesco Storace.

Occorre in qualche maniera “fare autocritica” e cercare di capire perché il Pdl è stato (il passato è d’obbligo) un Non-partito.

Ricordo da giovane esisteva l’Msi con i suoi pro e contro, ma ricordo anche un partito che riusciva ad essere contemporaneamente tradizionalista ed innovatore, un partito per certi versi “british” (passatemi il termine).

All’epoca frequentavo il Fronte della Gioventù nel quale si dava ampio dibattito ai problemi connessi a ”imborghesimento della politica” e su come “il potere” esercitasse su molti un fascino perverso.

Poi si ebbe la svolta di Alleanza Nazionale per cercar di sedurre qualche “benpensante più al centro” con discreti risultati (che qualcuno dei suoi fondatori poi sia andato a finire con la margherita è un piccolo dettaglio).

Il leaderismo dilagante (Fini Vs. Berlusconi) ha concluso l’opera, ha creato quella accozzaglia di soggetti in cerca di autore chiamato Pdl, un partito senza anima dal quale uno dei due fondatori è presto uscito e l’altro è ancora convinto che “il partito” sia una emanazione delle proprie aziende.

D’altronde non serve uno “scienziato della politica” per capire che mettendo nello stesso pentolone ex-missini, affaristi, escort e trafficoni (a proposito ma chi di loro ha mai fatto politica prima?) la ricetta non poteva essere entusiasmante…. un partito di bacchettoni e falsi puritani.

Parafrasando il rapper umbro Frankie Hi-Nrg  il partito di “quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardanla Tv”

Dal mio punto di vista la cosa più disarmante è stato qualche mio coetaneo che, entrato in parlamento, ha improvvisamente cancellato gli insegnamenti della “cara sezione” relegandoli a  pietose e folkloristiche pantomime.

Il Pdl è finito perché è finita l’era dei leader, non solo a destra ma in tutti (o quasi) le aree politiche.

In parte perché la gente si è svegliata, in parte perché non esistono (quasi) più leader credibili.

Le persone hanno bisogno di tornare a sperare, hanno bisogno di idee e programmi, hanno la necessità di riappropriarsi dei partiti che devono tornare agli elettori, è finita l’epoca degli incantatori di serpenti, la gente ha il bisogno di identificarsi in un progetto, in un sogno da coltivare e portare avanti.

Una vecchia canzone si intitolava “il domani appartiene a noi”….. rimbocchiamoci le mani, costruiamo insieme la grande casa della destra italiana.

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