Suicida a 15 anni ?


gaydi Alessio Papi

 

Quello che sto per scrivere non piacerà sicuramente ai “benpensanti” e a coloro che imputano sempre un disagio sociale a terzi.

Certo, gli atti di bullismo (che parola roboante) non giovano alla psiche dei soggetti fragili,  ma credere che a quindici anni si facciano scelte consapevoli è un’idiozia.

Chi scrive a causa di occhiali spessi , orecchie a sventola e un’altezza fuori norma alla medesima età del ragazzo che si è suicidato ero lo “zimbello” della classe (fortunatamente poi la trasformazione), ma la mia famiglia ed in particolar modo i miei genitori, mi hanno permesso di crescere senza complessi, e senza comunque nessun istinto suicida.

Oggi la mamma di questo ragazzo cerca di scaricare la colpa sugli altri, sulla società, sul bullismo dilagante (anche qui la colpa è delle famiglie), ma dovrebbe avere il coraggio prima di tutto di incolpare se stessa.

Non è il primo adolescente che si toglie la vita e purtroppo non sarà l’ultimo, le motivazioni sono tante, una bocciatura, una delusione d’amore, una “inadeguatezza sociale” e tante altre, ma la causa è sempre la stessa, l’inadeguatezza dei genitori.

Non c’è bisogno di scomodare Durkheim per capire che il suicidio è principalmente un “atto di estremo egoismo”, il rifiuto totale di una società che non ci merita perché siamo convinti che non ci capisce.

A quindici anni si è troppo fragili, troppo stupidi per poter pensare di fare delle scelte consapevoli, capire se alcuni atteggiamenti fanno parte della propria natura o sono semplicemente un atteggiamento, uno scimmiottare qualcosa.

Sarei curioso di sere dove fossero i genitori il primo giorno che questo ragazzo ha messo lo smalto e il rossetto, se si siano mai domandati se quello fosse un comportamento congruente con l’età del figlio, se abbiano mai provato a parlare con lui, ad ascoltare i suoi problemi, a valutare di ricorrere o meno al consulto di esperti per analizzare quello che potenzialmente era un comportamento deviante.

Gli si è lasciata libertà di agire, senza indirizzarlo, può essere brutto dirlo ma purtroppo se non si fosse suicidato perché deriso dai suoi compagni per le sue (presunte) tendenze sessuali, probabilmente sarebbe potuto morire di overdose o schiantarsi con il motorino perché completamente ubriaco, come purtroppo troppo spesso ci riferiscono le cronache dei giornali.

Prima di dare la colpa agli “altri” , alla “società” , “all’intolleranza”, etc. etc. , costoro si chiedano che genitori sono, la responsabilità non è mai collettiva, è sempre individuale.

Personalmente sono contrario alle aggravanti di genere (vedi proposta di legge sull’omofobia).

Una violenza psicologica o fisica è sempre una violenza indipendentemente dalla razza, dalla religione, dai gusti sessuali, dal genere, dall’ideologia politica.

Uscire da queste ipocrisie è l’unica via praticabile se vogliamo evitare il ripetersi di questi eventi drammatici.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...