Chi è senza peccato scagli la prima pietra.


 

salvini famiglia cristiana

di Alessio Papi.

La copertina di Famiglia Cristina è un clamoroso autogol, la dimostrazione di una Chiesa sempre più in imbarazzo e sempre meno cattolica.

Non è una novità, questo Papa piace a tutti tranne i cattolici, molti teologici di estrazione “tradizionalista” lo criticano, ed i recenti scandali che vanno da casi di pedofilia (l’ultimo quello di un prete pizzicato in auto appartato con una bimba di dieci anni) alle varie accuse al business dell’accoglienza,  non sono certo un bel biglietto da visita.

Quello che (questa) Chiesa ignora è un principio fondamentale della sociologia: l’intolleranza ed il razzismo prosperano nel disagio e nelle difficoltà economiche.

Salvini dal canto suo fa quello che deve fare un Ministro dell’Interno, perseguire i reati e ripristinare la legalità.

Il nostro paese è da oltre dieci anni fermo economicamente, le nostre strade sono piene di nostri connazionali in difficoltà che spesso sfociano in  conseguenze estreme.

Per loro non esiste uno stato assistenziale, non ci sono fondi  ne strutture disposte ad aiutarli, ma per strani giochi di bilancio e per luoghi comuni “sono fondi europei”, si trovano  “benefattori” disposti ad accogliere a caro prezzo flotte di irregolari.

Famiglia Cristiana col suo atteggiamento danneggia anzitutto se stessa venendo meno ai tanto decantati “principi cristiani”.

Additare qualcuno come “satana” non è certamente un atteggiamento in linea con la dottrina cattolica, un cristiano ha il dovere di perdonare e redimere chi eventualmente sbaglia, non demonizzarlo.

Il periodico paolino ignora (o fa finta di ignorare) che il consenso creatosi intorno a  Matteo Salvini è frutto di anni di angherie subite dagli italiani da parte anche  di quei personaggi come Renzi e Napolitano, che in passato hanno campeggiato sulle copertine del settimanale, corredate da leziosi ed elogianti articoli.

Le chiese si stanno svuotando, le donazioni si assottigliano sempre di più, i parroci di periferia sono in imbarazzo, stretti tra la realtà delle condizioni che vivono sulla propria pelle e i diktat che piovo dalle alte sfere della curia.

In una “battaglia” per il consenso vince chi riesce a non perdere contatto con la realtà, e questo vale tanto per la politica quanto per la chiesa.

La misura è colma, attaccare Salvini  e la “politica del buonsenso” è una “operazione di marketing” totalmente sbagliata che porta al risultato opposto, lo rafforza e porta ad identificare il “denigratore” come un soggetto al quale il leader della Lega ha “rotto le uova nel paniere”, in altre parole chi attacca Salvini diventa automaticamente “antipatico”, sempre ammesso che già non lo sia.

Un passo del  Vangelo di Giovanni recita : ”Chi è senza peccato scagli la prima pietra” (Gesù e l’adultera)…

Qualcuno tra i redattori di Famiglia Cristiana deve essersi perso la lezione al catechismo.

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Decreto dignità e polemiche.


di Alessio  Papi.

Sta facendo molto discutere il “Decreto Dignità” tanto voluto dal Movimento 5 Stelle e dal vice-premier Luigi di Maio.

A protestare non sono i piccoli e medi imprenditori, ma addirittura confindustria, la massima espressione dei grandi  industriali.

Pur avendo un “minimo” di esperienza sindacale ed essendomi fatto un’idea preferisco non commentare il decreto , soffermandomi piuttosto sui suoi avversari.

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L’economia italiana cresce poco, ma troppo spesso ( e banalmente) si imputano a vaghe cause “strutturali” il motivo di tale scarsa crescita.

E’ vero che in italia il costo del lavoro è relativamente più alto che in altri paesi europei (anche a causa di una tassazione esagerata) ma come stanno realmente le cose?

La forbice tra costo del lavoratore e reddito percepito è apparentemente molto ampia, ma è anche vero che l’Italia è uno dei paesi dove i redditi sono i più bassi.

Il costo medio dei dipendenti nei paesi a crescita maggiore è mediamente più alto, ma con una produttività nettamente maggiore.

Il problema per le imprese italiane è culturale.

Da una parte imprenditori “con le braccine corte” che vogliono massimizzare il profitto a tutti i costi, dall’altro uno Stato esoso che esige il 70 % in tasse e balzelli, ricevendo in cambio  poco o niente.

Quante sono le imprese che delocalizzano nell’est europa, spostano la sede in altri paesi europei  o si affidano a fornitori cinesi?

L’italia è il paese europeo che investe meno degli altri in ricerca, e in ambito industriale “ricerca” significa aumentare la produttività dei singoli lavoratori ma soprattutto produrre beni ad “alto valore aggiunto” , in parole povere prodotti che potendo essere venduti a un prezzo più elevato offrono un margine di redditività maggiore.

Se fosse per gli “industrialoni” i lavoratori dovrebbero essere  licenziabili e senza tutele, se non addirittura “lavorare a cottimo”, forse è per questo che a tanti di loro piace la Cina.

Sono gli industriali che nel corso degli anni hanno  accollato alla collettività i costi delle loro gestioni scellerate, pensiamo agli incentivi statali, le casse-integrazioni, e le bonifiche ambientali a spese dei contribuenti.

Hanno inzozzato e depredato il nostro paese per  poi delocalizzare, ed ora fanno la morale a questo governo con il silenzio assoluto  delle sigle sindacali, che anziché gioire per la reintroduzione delle tutele sul lavoro cercano ancora qualche prebenda bussando alle porte di partiti che non esistono più.

Esistono ancora pochi coraggiosi ed onesti imprenditori che però purtroppo non sono rappresentati da nessuna associazione di categoria.

Questi imprenditori combattono quotidianamente una battaglia per la sopravvivenza senza fare rumore, senza dichiarazioni a caratteri cubitali sui “giornaloni”, senza avere nemmeno il tempo di lamentarsi.

Se il decreto dignità ha fatto “incazzare” qualcuno significa che intanto a qualcosa è servito … il prossimo passo la flat-tax per permettere di lavorare e respirare a chi ne ha voglia…

Quando hai “qualcuno antipatico” che ti rema contro, in fondo vuol dire che sei sulla strada  giusta!

Cosa c’è dietro le ONG?


 

 

Di Alessio Papi.

Il “pasticcio brutto di Bardonecchia” rischia di trasformarsi in un incidente diplomatico.

Cosa è successo a Bardonecchia, perché la polizia francese (anzi la dogana) è intervenuta in un locale dato in uso a una Ong in territorio italiano?

La versione ufficiale che ci propinano i “giornalai italiani” è la seguente: La dogana francese stava inseguendo uno pseudo-rifugiato che cercava di entrare illegalmente in Francia, e siccome era sospettato di aver fatto uso di sostanze stupefacenti volevano sottoporlo al test antidroga.

Quindi, secondo i nostri “informatissimi” giornalisti, i francesi rischierebbero un incidente diplomatico per sapere se un clandestino si è fatto una canna.

Sicuramente….  e io sono Napoleone!

Basta leggere i giornali stranieri, per rendersi conto di come stanno le cose.

I francesi da tempo sospettano connessioni tra le ong e le mafie di immigrati, traffico di stupefacenti e manovalanza a basso prezzo da utilizzare per traffici illeciti.

Le Ong sono entità molto opache, in particolar modo per quello che riguardano i loro vertici (pagati con stipendi faraonici) e la provenienza dei finanziamenti, spesso hanno un potere contrattuale smisurato alla loro effettiva potenza, e i loro capi, terminata la carriera “da volontario”, si ritrovano poi ai vertici in importanti istituzioni nazionali e internazionali.

Il fenomeno delle Ong decolla a metà degli anni ’80 con la “polveriera mediorientale”.

In un mondo dilaniato dalla questione arabo-palestinese e sotto la minaccia del terrorismo, i servizi di ogni paese occidentale hanno bisogno di “muovere soldi” e fare attività di “intelligence inversa”, utilizzando entità che in qualche modo non sono direttamente riconducibili agli stati nazionali.

Le organizzazioni internazionali non governative sono lo strumento perfetto per black operation ( operazioni illegali) false flag (operazioni fatte dando la colpa ad altri), e per finanziare illecitamente vari gruppi combattenti.

Insomma un bel quadro dal contorno tutt’altro che filantropico.

Come mai in Italia è così alto il numero di ONG che si occupano di immigrati?

Nell’Italia dei misteri non c’è tanto da stupirsi, sono tante le inchieste giudiziarie che hanno riguardato gli intrecci tra servizi deviati e criminalità organizzata (specie durante gli anni di piombo), e forse anche questa volta ci vorrebbe un “magistrato coraggioso” in grado di accendere un faro su vicende poco chiare.

La tratta di migranti è una manna per la criminalità organizzata, Buzzi nelle intercettazioni di mafia capitale affermava: “ sai quanto ce faccio con gli immigrati? Più del traffico di droga”, ed era solo la punta dell’iceberg.

Gli immigrati sono una risorsa (la Boldrini sarebbe contenta di questa affermazione) soprattutto per chi gestisce i “centri di accoglienza”, per la maggior parte ubicati al Sud, per chi li sfrutta nei campi  (in Calabria a Rosarno esiste una città parallela di immigrati) dove si sa chi controlla il territorio, per chi li utilizza come “manovalanza” per estorsioni, prostituzione e traffico di droga (specialità della mafia nigeriana) in accordo con la criminalità nostrana, o per traffici internazionali di vario tipo, spesso con soggetti vicini ai tagliagole dell’Isis.

Alcuni esperti del tema sostengono che la relativa tranquillità dell’Italia dal punto di vista degli attentati sia proprio dovuta alla facilità con cui il nostro paese si presta ai traffici illegali, sarebbe proprio la commistione tra malavita e signori dell’immigrazione a garantirci una certa serenità (film già visto).

Non puoi ammazzare la “gallina dalle uova d’oro”.

La Ong “maltese” MOAS  dei coniugi Catambrone (sospettati di contatti con la ‘ndrangheta e dalle ricchezze dubbie) incriminata per traffico internazionale, era di fatto un traghetto per clandestini.

Stesso discorso per Open Arms ad oggi sotto indagine della procura di Catania.

Gli  inquirenti maltesi indagano da anni sui legami tra criminalità organizzata italiana, Ong e terrorismo internazionale, in particolare sulle società e organizzazioni registrate a Malta con la complicità di funzionari locali, che sembrerebbero riferibili a personaggi legati alla malavita calabrese.

Era la tesi su cui si basava il lavoro d’inchiesta della giornalista  Daphne Caruana Galizia che purtroppo,  ha perso la vita in un attentato dinamitardo.

Non ci vuole un genio per confutare queste tesi è tutto sul web, basta voler cercare le notizie e conoscere le lingue.

L’impressione è che ad oggi ci si un po’ per convenienza, un po’ per opportunità, ci si sia girati dall’altra parte.

Il prossimo Governo (anche per motivi “ideologici”) dovrà avere il coraggio di rompere con il passato…

Una bella commissione d’inchiesta e, come si dice a Roma,  passa la paura!

Salvini mondiale.


Salvini maradona

di Alessio Papi

La partita politica che si è appena giocata potrebbe essere paragonata alla finale dei mondiali di calcio.

Salvini ( o chi per lui) con una “prestazione sportiva” mai vista nella politica recente è riuscito in una impresa che sembrava impossibile.

Bisognava assegnare le presidenze delle camere, ridimensionare Berlusconi e rendere potabile Forza Italia al Movimento 5 Stelle.

Obbiettivo centrato.

Oggi, il mazziere del Parlamento Italiano è il segretario della Lega, che si trova nella doppia posizione di domatore e garante, da una parte frena le intemperanze dei fedelissimi di Arcore, dall’altra ha acquisito il ruolo di interlocutore unico con i pentastellati.

Un ruolo che ricorda la politica andreottiana “dei due forni”, un modus operandi pericoloso ma che se saputo utiizzare porta a risultati impensabili.

I grillini erano scettici sulle posizioni di Forza Italia, e far digerire la candidatura del “condannato Romani” sarebbe stato troppo per la base, soprattutto perchè l’impuntatura sul nome è apparsa da subito come un capriccio di Silvio.

Berlusconi dal suo canto teme che un asse Di Maio-Salvini finirebbe per indebolirlo, impedendo tra l’altro una ipotetica e conveniente (a livello personale) convergenza con la parte del PD più renziana.

La Lega ha saputo logorare Forza Italia poco alla volta, l’aver fatto votare la Bernini un colpo di teatro che ha messo in subuglio e spiazzato l’alleato.

Neanche la minaccia di rimettere in discussione le maggioranze in Lombardia e Liguria è servito da deterrente, nessun consigliere di FI si sarebbe dimesso (un po’ per convenienza, un po’ per opportunità politica), ma soprattutto ha messo in  luce  quello che molti sospettano ma pochi hanno il coraggio di ammettere, B non controlla completamente chi ha i voti sul territorio e gode di una certa “autonomia politica”.

Salvini si è accreditato indiscutibilmente come leader del centro-destra ma, cosa ancora più importante, come unico ed affidabile interlocutore istituzionale cambiando anche faccia.

Non più “il Salvini di lotta” ma “il Salvini di governo” che obtorto collo sta demolendo lo Status Quo dei “parrucconi”.

Movimento 5 Stelle e Lega hanno un elettorato più “stratificato e fidelizzato” (nel bene e nel male) a differenza di chi, godendo di un esclusivo consenso personale, ed è abituato “elettoralmente a galleggiare” avendo un elettorato più volubile a cui piace comunque vincere.

Gli stessi eletti berlusconiani (molti dei quali graziati dal sistema elettorale) sanno che con Forza Italia in caduta libera nei sondaggi la loro rielezione è in bilico, ipotesi non impossibile da qui a due anni, e voci di corridoio danno molti di loro pronti ad abbracciare Alberto da Giussano poco dopo la costituzione dei gruppi alla Camera e al  Senato.

La cartina tornasole saranno le consultazioni per l’incarico di governo, e prima ancora le presidenze dei gruppi, in questo clima è verosimile che ne vedremo delle belle.

Per adesso godiamoci questo mondiale, il PD è  finalmente messo all’angolo ed ogni ipotesi di “grande inciucio” è sfumata.

P.s. A bordo campo si sta scaldando Cottarelli…….. non cambiate canale.

 

 

Si Salvi-ni chi può


C.destra: Salvini, o insieme ora o Lega va da sola

di Alessio Papi

Sarkozy arrestato per finanziamento illecito da parte della Libia di Gheddafi.

Prima si fa “dare la stecca”, poi lo fa assassinare cercando di mettere le mani sui pozzi di petrolio  garantendosi il silenzio di un “ex-amico” diventato scomodo ma che garantiva a noi italiani di non essere invasi da una immigrazione selvaggia.

Gentiloni cede pezzi pregiati di “mare nostrum” alla Francia, non si è capito in base a quale vantaggioso accordo.

La rappresentanza europea italiana in Europa è a maggioranza PD (ricordate il boom al 40% delle ultime elezioni ), e i “nostri” cari e costosissimi eurodeputati continuano a far vessare il nostro paese.

In Italia c’è un problema politico che ha un nome e cognome, si chiama Partito Democratico (che poi tanto democratico non è) in tutte le sue declinazioni, in primis quella del “renzismo”, soggetti anonimi senza arte ne  parte, venduti a poteri sovrannazionali ai danni del Belpaese in cambio di pochi spiccioli.

I grillini sono un’ incognita, ad oggi dietro tante belle parole si nasconde il vuoto cosmico, ma almeno (ufficialmente) non hanno avuto incarichi di rilievo nei governi nazionali.

Forza Italia dopo il fallito tentativo di accordo col PD è allo sbando, il suo leader (anche per questioni anagrafiche) è incapace di riacquisire lo smalto del passato, i notabili del partito si agitano come i topi nelle stive delle navi quando queste stanno per affondare.

Fratelli d’Italia non pervenuto.

In quadro politico di per se desolante vi è un’unica certezza, quella di poter definitivamente archiviare il renzismo e più in generale rendere il PD un brutto ricordo da consegnare alle cronache.

Può non sembrare immediatamente evidente ma, un governo di scopo (2-3 anni max) Lega – Movimento 5 Stelle conviene tanto a Salvini quanto agli improvvisati pentastellati.

Da una parte Salvini ha il potere di affermare tangibilmente la sua leadership sul centro  centro-destra dimostrando di essere non solo un ottimo leader di opposizione ma anche un ottimo stratega , dall’altro i 5 Stelle possono  mettere in pratica i loro cavalli di battaglia, aumentando il loro consenso soprattutto tra i delusi della sinistra post-ideologica.

Paradossalmente Salvini è al contempo stesso conservatore e rottamatore.

Conservatore perché sta utilizzato metodi da “prima repubblica”, il nemico del mio nemico è il mio migliore amico, rottamatore perché probabilmente sta cambiando definitivamente il quadro politico italiano.

E’ presto per trarre delle conclusioni…

Per adesso si Salvi-ni chi può!

La Fandonia delle dimissioni di massa alla Regione Lazio.


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di Alessio Papi

C’è chi nonostante abbia fatto perdere il centro-dx, cerca di salvare la faccia predicando delle irrealizzabili “dimissioni di massa” per far cadere l’eletto Zingaretti.
A causa dei risultati elettorali il centro-sinistra non ha la maggioranza.
Vero, a Zingaretti mancano 3 consiglieri.
Dimettendosi in massa i consiglieri farebbero decadere Zingaretti.
Falso, a norma dello statuto regionale http://www.consiglio.regione.lazio.it/…/Statuto_Regione_Laz… subentrerebbero i consiglieri non eletti.
E per Marino?
Nel caso del Comune di Roma la vicenda ando’diversamente, si dimisero davanti al notaio i consiglieri di maggioranza cioè PD e soci,la sua maggioranza, e solo consecutivamente i consiglieri di opposizione, un chiaro segnale politico
di un sindaco che, a torto o a ragione, non piaceva più a chi lo aveva sostenuto.
In Regione, vi è per di più un altro problema, le campagne elettorali costano, quanti consiglieri eletti (per la maggior parte alla prima consiliatura) sarebbero disponibili a dimettersi e perdere così
oltre 7000 euro al mese (soprattutto quanti se lo possono permettere) ?
La si smetta di turlupinare gli elettori per scopi personali e prebende varie.
Si faccia insediare il consiglio e si proponga una sfiducia (art. 44) al presidente,coinvolgendo i consiglieri eletti nel centro-destra e del m5s ad assumersi le proprie responsabilità di fronte ai propri elettori ridando prestigio ad una istituzione che negli ultimi anni non ha brillato per bellezza

Pontida 2016 il futuro è nel passato! (For Dummies)


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di Alessio Papi

Un Matteo Salvini in splendida forma quello del raduno del trentennale.

Si presenta sul palco con la felpa di Amatrice,parla deciso asciutto, infiamma la folla senza essere aggressivo.

Mette in chiaro le cose, non parlerà mai con Parisi che reputa “una specie di mummia”, ma solo con Berlusconi il quale, se vorrà fare l’alleato, dovrà sottoscrivere

una serie di impegni precisi e inderogabili.

Secondo il Matteo Nazionale l’Italia è la Patria (e non la Nazione) delle tante differenze da Nord a Sud, delle tante identità, quelle identità che l’Europa e le lobby mondialiste vorrebbero annullare.

Il Nord ed il Sud devono essere uniti perché i problemi sono simili e solo un Italia federale (sul modello teorizzato dal prof. Miglio “da qualcuno” archiviato troppo presto) spolverata di un forte Presidenzialismo (elezione diretta del premier) può far rinascere il Paese.

Ne ha per tutti, si toglie qualche sassolino dalla scarpe, “non rottama” perché i movimenti politici si evolvono, non rinnegano il passato, fa gli auguri a Umberto Bossi , lo “abbraccia forte” perché lui è un buono anche se “gli ha detto 6 volte sui giornali che non capisce niente”, il messaggio è chiaro e rincara la dose “coloro che pensano alla cadrega e sognano un partitino circoscritto al Nord alleato di Berlusconi (e magari da lui finanziato ndr.) sono pregati di accomodarsi fuori, così come chi crea strumentalmente polemiche  sui social e vuole dividere militanti del Nord e militanti del Sud, io partecipo per vincere!”, un avvertimento ai bossiani nostalgici della secessione e del Polo delle Libertà “mai più schiavi di Forza Italia”.

Parla di giudici e delle prefetture che andrebbero abolite “strumento di oppressione da parte del governo centrale”, dichiara apertamente di non riconoscersi nella chiesa di  Papa Bergoglio, elogia Ratzinger “fine teologo tradizionalista ed identitario”, lancia il motto “onestà,competenza, libertà” (strizzando l’occhio ai grillini).

Un fiume in piena che sembra amare (riamato) la sua gente, tanto dai “padani” quanto dai “terroni” con i quali si intrattiene volentieri tra caciocavalli e vino doc.

Un futuro che sembra un ritorno al passato, da “Lega Nord Padania” a “Lega Italia Federale”.

Salvini a Pontida è cresciuto,ha studiato, si è lanciato come leader nazionale di uno schieramento populista ed identitario trasversale, non ha rinnegato il passato anzi, ha incolpato (intelligentemente) i suoi avversari di averlo fatto.

Piaccia o non piaccia dietro modi spicci ed una comunicazione apparentemente troppo semplice si nasconde un cavallo di razza che guarda avanti …. dovrà solo riuscire a mantenere il ritmo.