Salvini mondiale.


Salvini maradona

di Alessio Papi

La partita politica che si è appena giocata potrebbe essere paragonata alla finale dei mondiali di calcio.

Salvini ( o chi per lui) con una “prestazione sportiva” mai vista nella politica recente è riuscito in una impresa che sembrava impossibile.

Bisognava assegnare le presidenze delle camere, ridimensionare Berlusconi e rendere potabile Forza Italia al Movimento 5 Stelle.

Obbiettivo centrato.

Oggi, il mazziere del Parlamento Italiano è il segretario della Lega, che si trova nella doppia posizione di domatore e garante, da una parte frena le intemperanze dei fedelissimi di Arcore, dall’altra ha acquisito il ruolo di interlocutore unico con i pentastellati.

Un ruolo che ricorda la politica andreottiana “dei due forni”, un modus operandi pericoloso ma che se saputo utiizzare porta a risultati impensabili.

I grillini erano scettici sulle posizioni di Forza Italia, e far digerire la candidatura del “condannato Romani” sarebbe stato troppo per la base, soprattutto perchè l’impuntatura sul nome è apparsa da subito come un capriccio di Silvio.

Berlusconi dal suo canto teme che un asse Di Maio-Salvini finirebbe per indebolirlo, impedendo tra l’altro una ipotetica e conveniente (a livello personale) convergenza con la parte del PD più renziana.

La Lega ha saputo logorare Forza Italia poco alla volta, l’aver fatto votare la Bernini un colpo di teatro che ha messo in subuglio e spiazzato l’alleato.

Neanche la minaccia di rimettere in discussione le maggioranze in Lombardia e Liguria è servito da deterrente, nessun consigliere di FI si sarebbe dimesso (un po’ per convenienza, un po’ per opportunità politica), ma soprattutto ha messo in  luce  quello che molti sospettano ma pochi hanno il coraggio di ammettere, B non controlla completamente chi ha i voti sul territorio e gode di una certa “autonomia politica”.

Salvini si è accreditato indiscutibilmente come leader del centro-destra ma, cosa ancora più importante, come unico ed affidabile interlocutore istituzionale cambiando anche faccia.

Non più “il Salvini di lotta” ma “il Salvini di governo” che obtorto collo sta demolendo lo Status Quo dei “parrucconi”.

Movimento 5 Stelle e Lega hanno un elettorato più “stratificato e fidelizzato” (nel bene e nel male) a differenza di chi, godendo di un esclusivo consenso personale, ed è abituato “elettoralmente a galleggiare” avendo un elettorato più volubile a cui piace comunque vincere.

Gli stessi eletti berlusconiani (molti dei quali graziati dal sistema elettorale) sanno che con Forza Italia in caduta libera nei sondaggi la loro rielezione è in bilico, ipotesi non impossibile da qui a due anni, e voci di corridoio danno molti di loro pronti ad abbracciare Alberto da Giussano poco dopo la costituzione dei gruppi alla Camera e al  Senato.

La cartina tornasole saranno le consultazioni per l’incarico di governo, e prima ancora le presidenze dei gruppi, in questo clima è verosimile che ne vedremo delle belle.

Per adesso godiamoci questo mondiale, il PD è  finalmente messo all’angolo ed ogni ipotesi di “grande inciucio” è sfumata.

P.s. A bordo campo si sta scaldando Cottarelli…….. non cambiate canale.

 

 

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