Salvate il soldato Fiorito.


Salvate Il soldato Fiorito
Salvate Il soldato Fiorito

di Alessio Papi

 

Salvate il soldato Fiorito .

Non è il titolo del nuovo Blockbuster di Hollywood ma una vicenda tutta nostra.

Il cinghialesco consigliere del Pdl rischia di essere il Dreyfus de’ noantri.

Non si vuole scrivere una difesa d’ufficio, del “Batman” della ciociaria, ma semplicemente suggerire una cauta riflessione, rifiutando la tesi del “tutta  colpa sua”.

Anzitutto per il personaggio Fiorito, ex-sindaco di Anagni, militante del Msi, poi An ed infine Pdl, un uomo che ha costruito il suo consenso a suon di pregevoli rotatorie, centri anziani, campi sportivi, e feste in piazza con personaggi del calibro di Gigi d’Alessio e Franco Battiato.

Anni di consensi che lo hanno portato ad ottenere 28.000 preferenze (provate ad immaginare quanto sia lunga la fila di persone), non una bazzeccola, 28.000 individui che evidentemente hanno ritenuto Francone degno del loro voto.

Prima di giudicare il personaggio forse andrebbero giudicati i suoi elettori, ma soprattutto andrebbe giudicato non  come persona, ma come “sistema”.

Lo si vuole trasformare nel “capro espiatorio”, cercando esclusivamente di mantenere lo status quo.

Poco importa se l’aumento degli stanziamenti per il funzionamento dei gruppi (14 milioni di euro), è stato votato all’unanimità da uno schieramento trasversale che va dal  Pdl al  PD.

Il segretario pidiellino Alfano ha gridato allo scandalo…  ma dove era il partito ? dove erano i vari coordinatori ed i fantomatici probiviri ?

Se sapevano sono complici … se non sapevano sono inutili, quindi dovrebbero essere loro i primi a dimettersi.

Sulla questione legale faccio una previsione….

Essendo da regolamento i fondi dei gruppi ad uso personale dei consiglieri alla fine tutto questo bailamme scandalistico si risolverà in una bolla di sapone.

Certo il giudizio (pesantissimo) morale resta, ma proprio perchè di morale si tratta “Batman” non può essere l’unico colpevole.

Trovo più scandaloso che coloro che adesso fanno le verginelle (sempre i soliti vertici Pdl), siano gli stessi che hanno messo nel listino bloccato (quindi non votati)  personaggi come la Cappellaro che simula una defecazione alla “festa della cacca” a Palazzo Ferrajoli (sicuramente più chic della piazza di Anagni), o di De Romanis con il suo festone pseudo greco-romano (la confusione regna) a base di donne di facili costumi (in tutti i sensi) e ragazzi dall’ormone impazzito vestiti da porci ( i proci erano un’altra cosa).

Dimenticavo la  rifattissima Minetti, la quale  dopo  essere stata protagonista di svariati scandali, si è fatta dare 120.000 euro per una sfilata in lingerie.

Certo Fiorito (magari in un eccesso di colesterolo) ha perso la bussola, ma comunque qualcuno lo ha votato (è il bello della democrazia Baby).  E’ uno venuto dal basso, un “burino ciociaro” dai modi rozzi e strafottenti, grasso e sudato oltre ogni misura, forse pure ex-fascista, il bersaglio ideale della politica eterodiretta, quella che mette in lista in posti sicuri amanti, faccendieri, lacchè, ruffiani e donne dal divanetto facile.

Se Fiorito ha colpe chiediamoci prima che paese siamo.

E’ l’espressione di almeno 28.000 italiani che lo hanno votato, 28.000 Franco Fiorito che esistono in carne ed ossa (ma spero mangino di meno) .

I vari “soloni di partito” (anch’essi nominati e non votati) si interroghino….. dove erano quando dovevano dare le direttive ai propri onorevoli, mancando di vigilare sul loro operato ?

Abbiate un barlume di decenza …. non prendeteci per idioti….. cambiate mestiere !!!

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Cronaca di una figuraccia annunciata.


di Alessio Papi

 

Iniziata male finita peggio
Iniziata male finita peggio

Le dimissioni della Polverini sono l’epilogo di un’avventura cominciata male e finita peggio.

Tutto comincia con lo scioglimento di Alleanza Nazionale per confluire nel Pdl.

Ricordo con orgoglio al congresso di Roma di essere stato uno dei pochi presidenti di circolo (eravamo in tre) a non aver votato (si votò per acclamazione) a favore  del Pdl.

Allora tutti i “capi-bastone” romani, i Rampelli, gli Augello, gli Alemanno e compagnia varia si apprestarono a liquidare quello che all’epoca (almeno per noi che ci eravamo cresciuti) “era il partito più bello del mondo” , e tutto ciò per assecondare i capricci di potere di Gianfranco Fini.

Basta girare sul mio profilo facebook  (questo blog ancora non esisteva) per leggere cosa scrissi del Pdl con profetica immaginazione.

D’altronde non ci vuole uno scienziato della politica per capire che nella fusione di due partiti la parte del leone la fa colui che ha più soldi , ma non mi occupo da tempo del Pdl avendo con i tanti amici deciso in tempi non sospetti di aderire alla Destra di Francesco Storace.

Passò il tempo venne Ballarò e Renata (grazie sempre al Gianfry) divenne una star della Tv, da lì a poco sarebbe stata ufficializzata la sua candidatura a governatore della Regione Lazio.

Candidatura che inizia con la debacle (forse organizzata a tavolino) della presentazione della lista elettorale, che ha di fatto impedito la candidatura dei Big laziali (la maggior parte provenienti dalla giunta Storace) quasi tutti (indipendentemente dalle simpatie) personaggi dal notevole spessore politico ed amministrativo.

Finiscono così in consiglio i “miracolati dell’ultimo minuto” , gente anonima messa nella lista del candidato a presidente, che “è stata portata” dall’escluso di turno (salvo poi una volta eletti voltare le spalle).

Il fallimento di questa giunta è stato quello di essere stata “senza anima”.

Assessori anonimi e senza spessore politico (escludendo qualche nome noto), segreterie sconosciute (per chi frequenta l’ambiente da diversi anni vedere avanzi da centro sociale nelle segreterie di giunta fa venire i brividi), vertici della presidenza di esclusiva provenienza Ugl.

Per non parlare di dirigenti delle società regionali, dei direttori regionali e dei dirigenti riconfermati, che chi più chi meno,  provenivano dalla precedente amministrazione di centro-sinistra e che, come prevedibile, non hanno lavorato per il bene di questa (ex)giunta.

Per me che mi sono sempre schierato, questi due anni di giunta Polverini hanno il sapore di una strofa di  una canzone di Zarrillo ….  “non arriveranno i nostri non arriveranno mai”.

Credo che Renata abbia peccato di ingenuità e di un pizzico di presunzione.

Pensare che una governatore possa godere di appoggi trasversali solo perché donna e sindacalista è un esercizio per folli e visionari.

Pensare di non aver bisogno di nessuno, non avere l’umiltà per chiedere consiglio a chi ha più esperienza è un atto infantile da chi crede di essere  il primo della classe.

Delle ruberie dei partiti votate all’unanimità da tutto lo schieramento politico non ha colpe, se non quella di non essersi informata dall’assessore al bilancio dello stanziamento sul capitolo relativo al consiglio.

Nel medioevo il feudatario più accorto mandava i suoi emissari a controllare i vassalli, i quali da una parte riverivano  e si prostravano davanti al loro signore, dall’altra facevano la cresta sulle gabelle.

Sarebbe bastata tanta anima, un po’di malizia , l’ascolto di qualche buon consiglio, e un Pdl meno cafone per finire una legislatura in maniera decorosa ….

E tra due anni non avrei scritto una cronaca così pietosa……..