Berlusconi Bis ? Destra Nazionale !


Destra Nazionale
Destra Nazionale ?

di Alessio Papi

Scusate, ditemi che non è vero … che è soltanto una nottata insonne dopo una cena a base di peperonata.

Il Cavaliere ha detto che nel 2013 si ricandiderà !

Che ha pronto il nome ed il simbolo del “nuovo” partito.

Il movimento si ri-chiamerà Forza Italia, ed avrà per simbolo un aquilone , quasi una metafora, così che le si potranno sparare più grosse,  tanto l’aquilone vola alto.

Sembra di essere saliti  sulla mattina del tempo di un film fanta-horror, improvvisamente catapultati a sette anni fa, quando ancora non c’era lo spread, il governo Monti sostenuto da non si sa chi, la Minetti in regione, Ruby rubacuori , scandali vari e Gianfranco Fini ancora il “fiero alleaten” dei fumetti del compianto Bonvi.

Berlusconi si è detto pronto a cambiare il partito a cominciare dal nome (che originalità), a chiedere le dimissioni della Minetti (ma senza troppi scandali non ci poteva pensare prima  magari evitando di candidarla ?) e fare largo ai giovani in quanto la classe politica è troppo vecchia (calcolando l’età media dei  nominati si può ampiamente concludere che erano già stantii sette anni fa).

In questo bailamme di non-sense , non potevano  mancare le dichiarazioni  del (presunto) segretario del Pd , un altro che non si arrende al passare del tempo.

In questa avvilente vicenda, ci sono però alcune cose palesi.

Il Pdl venne fondato non tanto per convenienza politica ed elettorale, ma semplicemente per il capriccio e per la bramosia di potere di quell’eterno secondo di Gianfranco Fini.

Noi (ex)militanti non abbiamo mai avuto voce in capitolo, in primis sullo scioglimento di An (ringrazio ancora Gianfranco Fini), ma soprattutto (ed eravamo in tanti) non siamo mai stati ascoltati quando puntavamo il dito contro nani e ballerine.

Se si deve usare la macchina del tempo se ne usi una buona.

Faccio appello ai tanti che palesemente hanno da sempre per Dna e Storia personale manifestato più o meno velatamente insofferenza.

Penso ai Rampelli, Gramazio, Storace e  Augello (tanto per citare qualche big romano), perché non ritornare alla “politica vera” come per anni hanno fatto ?

Per il bene comune (e non del Comune, passatemi la battuta),  perché per una volta non sedersi intorno ad un tavolo cercando   di appianare i vecchi attriti in nome di un progetto di ampio respiro  che rivendichi la propria identità ?

Siamo in tanti e siamo pronti…

Il nome già c’è …. Per il simbolo mi permetto di darvi un suggerimento……

Buon Lavoro…..

P.s. Spero nessuno usi più violenza su  Filippo Rossi …. altrimenti lo ritroviamo  sui giornali per una settimana ….

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Io sto con Veneziani e Storace.


di Alessio Papi

Ha ragione Veneziani nel suo corsivo sul Secolo d’Italia, ed è altrettanto giusta la risposta di Francesco Storace.

Occorre in qualche maniera “fare autocritica” e cercare di capire perché il Pdl è stato (il passato è d’obbligo) un Non-partito.

Ricordo da giovane esisteva l’Msi con i suoi pro e contro, ma ricordo anche un partito che riusciva ad essere contemporaneamente tradizionalista ed innovatore, un partito per certi versi “british” (passatemi il termine).

All’epoca frequentavo il Fronte della Gioventù nel quale si dava ampio dibattito ai problemi connessi a ”imborghesimento della politica” e su come “il potere” esercitasse su molti un fascino perverso.

Poi si ebbe la svolta di Alleanza Nazionale per cercar di sedurre qualche “benpensante più al centro” con discreti risultati (che qualcuno dei suoi fondatori poi sia andato a finire con la margherita è un piccolo dettaglio).

Il leaderismo dilagante (Fini Vs. Berlusconi) ha concluso l’opera, ha creato quella accozzaglia di soggetti in cerca di autore chiamato Pdl, un partito senza anima dal quale uno dei due fondatori è presto uscito e l’altro è ancora convinto che “il partito” sia una emanazione delle proprie aziende.

D’altronde non serve uno “scienziato della politica” per capire che mettendo nello stesso pentolone ex-missini, affaristi, escort e trafficoni (a proposito ma chi di loro ha mai fatto politica prima?) la ricetta non poteva essere entusiasmante…. un partito di bacchettoni e falsi puritani.

Parafrasando il rapper umbro Frankie Hi-Nrg  il partito di “quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardanla Tv”

Dal mio punto di vista la cosa più disarmante è stato qualche mio coetaneo che, entrato in parlamento, ha improvvisamente cancellato gli insegnamenti della “cara sezione” relegandoli a  pietose e folkloristiche pantomime.

Il Pdl è finito perché è finita l’era dei leader, non solo a destra ma in tutti (o quasi) le aree politiche.

In parte perché la gente si è svegliata, in parte perché non esistono (quasi) più leader credibili.

Le persone hanno bisogno di tornare a sperare, hanno bisogno di idee e programmi, hanno la necessità di riappropriarsi dei partiti che devono tornare agli elettori, è finita l’epoca degli incantatori di serpenti, la gente ha il bisogno di identificarsi in un progetto, in un sogno da coltivare e portare avanti.

Una vecchia canzone si intitolava “il domani appartiene a noi”….. rimbocchiamoci le mani, costruiamo insieme la grande casa della destra italiana.

Se Fini tira il pacco 2


Gianfry in the box
Gianfry in the box

di Alessio Papi

Chi segue questo blog sa che tempo fa avevo pubblicato un pezzo col medesimo titolo qualche tempo fa.

Come nei migliori blockbuster cinematografici non potevamo lasciarci sfuggire il sequel.

Ebbene si il Gianfry nazionale ne ha combinata un’altra delle sue.

Pare che lo scarso (ad dir il vero inesistente) risultato del terzo polo stia spingendo Fini allo sciogliomento di Fli per la nascita di un nuovo soggetto politico (un’altra volta ?).

Ebbene si perché il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Fli aveva un vantaggio, aveva dei deputati in parlamento pur non avendone eletto nessuno, poiché gran parte dei futuristi (o fu –turisti), erano passati dal pdl ma, confrontandosi con le elezioni vere (per di più  con la grande ammucchiata), il risultato è stato scontato , a livello locale Fli è inesistente.

Allora è il momento delle riflessioni, evidentemente l’elettore medio non è poi così tonto come i nostri politici pensano.

Il “generalissimo La Russa” sta cercando di spaccare il Pdl sul sostegno al governo Monti.

Da buon ex-aennino ha capito che in Italia una consistente fetta di elettori del centro-destra è schifata dell’appoggio ai professori, e che lo stesso elettorato per anni ha votato Pdl turandosi il naso preferirebbe la “vecchia” federazione di centro destra con Forza Italia ed Alleanza Nazionale alleati ma in due partiti distinti.

Stiamo ancora pagando le eresia del Sig. Fini, ha fuso An nel Pdl pensando prima o poi (vana illusione) di prendere il posto del   giocoliere di Arcore.

La colpa fu anche di coloro che a livello locale in totale asservimento a Fini votarono  a favore dello scioglimento (pochi votarono contro).

Forse è il caso di invertire la rotta, in presi visone delle ormai (imminenti) prossime elezioni bisognerebbe  ripensare la galassia dei partiti di Destra.

In tempi non sospetti noi abbiamo fatto una scelta precisa.

E’ arrivato il momento di darsi da fare,  avere il coraggio di scegliere e costruire la grande destra italiana….. per una volta il pacco tiriamoglielo noi.