Meglio Fassista che Zombie.


Fassista
Tutti Fassisti ?

di Alessio Papi.

 

Un vecchio adagio recita “chi la fa l’aspetti” ma Bersani sembra ignorare le basi della cultura popolare.

Ha dato del “Fassista” (ammesso che sia un’offesa), a Beppe Grillo per i toni accesi usati contro di lui.

Due pesi e due misure, in un doppiopesismo tipicamente sinistro.

Bersani si dimentica quando i comici e i giornalai suoi accoliti apostrofavano Silvio Berlusconi (per altro Presidente del Consiglio), con nomignoli come “trombolo”, “psiconano”, “priapo” e chi più ne ha più ne metta.

Fassista semmai sarà il segretario del Pd che nonostante tutto impedisce qualsiasi confronto democratico all’interno del partito pur di mantenere la poltrona.

Dovrebbero essere gli elettori di sinistra ad insultare il loro segretario, facendosi magari spiegare perché il Pd continua a mantenere in vita un governo di banchieri e presunti massoni.

L’insulto vale solo quando è politicamente allineato, se viene da sinistra è “una colorita espressione di disapprovazione”, se lo fanno altri si è “fassisti”.

Se il web è di sinistra è “la massima espressione della democrazia orizzontale e dell’informazione libera”, se svela le schizzofrenie della sinistra è un pericoloso strumento di “propaganda fassista”.

Una doppiezza inquietante di togliattiana memoria…..

Loro sono sempre nel giusto… gli altri sbagliano.

Un “fassista” è vivo ha delle idee, le porta avanti, combatte, uno zombie è un “non morto” non ha emozioni, non ha idee, si muove senza un perché, semplicemente per saziare i suoi istinti primordiali, cessa di muoversi  quando viene decapitato.

Una metafora della sinistra ….

Meglio “fassista” che zombie.

Annunci

Io sto con Veneziani e Storace.


di Alessio Papi

Ha ragione Veneziani nel suo corsivo sul Secolo d’Italia, ed è altrettanto giusta la risposta di Francesco Storace.

Occorre in qualche maniera “fare autocritica” e cercare di capire perché il Pdl è stato (il passato è d’obbligo) un Non-partito.

Ricordo da giovane esisteva l’Msi con i suoi pro e contro, ma ricordo anche un partito che riusciva ad essere contemporaneamente tradizionalista ed innovatore, un partito per certi versi “british” (passatemi il termine).

All’epoca frequentavo il Fronte della Gioventù nel quale si dava ampio dibattito ai problemi connessi a ”imborghesimento della politica” e su come “il potere” esercitasse su molti un fascino perverso.

Poi si ebbe la svolta di Alleanza Nazionale per cercar di sedurre qualche “benpensante più al centro” con discreti risultati (che qualcuno dei suoi fondatori poi sia andato a finire con la margherita è un piccolo dettaglio).

Il leaderismo dilagante (Fini Vs. Berlusconi) ha concluso l’opera, ha creato quella accozzaglia di soggetti in cerca di autore chiamato Pdl, un partito senza anima dal quale uno dei due fondatori è presto uscito e l’altro è ancora convinto che “il partito” sia una emanazione delle proprie aziende.

D’altronde non serve uno “scienziato della politica” per capire che mettendo nello stesso pentolone ex-missini, affaristi, escort e trafficoni (a proposito ma chi di loro ha mai fatto politica prima?) la ricetta non poteva essere entusiasmante…. un partito di bacchettoni e falsi puritani.

Parafrasando il rapper umbro Frankie Hi-Nrg  il partito di “quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardanla Tv”

Dal mio punto di vista la cosa più disarmante è stato qualche mio coetaneo che, entrato in parlamento, ha improvvisamente cancellato gli insegnamenti della “cara sezione” relegandoli a  pietose e folkloristiche pantomime.

Il Pdl è finito perché è finita l’era dei leader, non solo a destra ma in tutti (o quasi) le aree politiche.

In parte perché la gente si è svegliata, in parte perché non esistono (quasi) più leader credibili.

Le persone hanno bisogno di tornare a sperare, hanno bisogno di idee e programmi, hanno la necessità di riappropriarsi dei partiti che devono tornare agli elettori, è finita l’epoca degli incantatori di serpenti, la gente ha il bisogno di identificarsi in un progetto, in un sogno da coltivare e portare avanti.

Una vecchia canzone si intitolava “il domani appartiene a noi”….. rimbocchiamoci le mani, costruiamo insieme la grande casa della destra italiana.

Miracolo Silvio


 

San Silvio da Arcore
San Silvio da Arcore

Di Alessio Papi

Ormai ne sono convinto, Silvio è unto dal Signore, riesce anche a fare i miracoli.

Le prove sono tante ed evidenti, bisognerebbe istruire la pratica almeno di beatificazione presso gli organi competenti .

Chiunque avesse visto l’ultima puntata di Fiorello se ne sarebbe accorto.

I miliardari di sinistra che per anni ci hanno imbonito e fatto la predica, dopo le dimissioni di san Silvio da Arcore si sono improvvisamente inebetiti.

Lorenzo Cherubini (grande artista) è tornato a fare Jovanotti ri-diventando quasi simpatico.

Fiorello si è improvvisamente trasformato nel “figlio del portiere” (con rispetto parlando per i custodi di stabili) .

Benigni il Re dei benpensanti miliardari (secondo solo a Celentano) è stato costretto a tessere le lodi della cacca.

Non male se ci aggiungiamo che l’illuminazione ha colpito anche Roberto Saviano (ultimamente un pochino bistrattato da “certa sinistra”).

Nello speciale di Mentana sulla cattura del boss dei casalesi ha serenamente ammesso come la camorra compri politici tanto a destra quanto a sinistra, rendendolo in qualche modo più umano ed apprezzabile.

Silvio ha compiuto il vero “Miracolo Italiano” tanto sbandierato in campagna elettorale.

Con le sue dimissioni (per altro non dovute) ha smontato i professionisti dell’anti-tutto che imperversano nel nostro paese.

E’  riuscito a far installare un presunto governo di tecnici che non farà l’interesse dei cittadini ma che ci convincerà che è così.

Silvio ti rimane un solo miracolo da ancora da fare ……

Portare in piazza gli italiani contro un governo che  nessuno ha votato ……  

Ma forse questo è impossibile anche per te………

Se Fini rischia di “Farsi la Bua”.


Preparo I cerotti
Se Fini Rischia di Farsi la Bua

di Alessio Papi

Quello che sta avvenendo nella politica italiana lo trovo desolante.
Ma trovo ancora peggio il fatto che si cerchi di tornare indietro nel tempo,all’epoca della “balena bianca”,all’epoca delle
maggioranze variabili, dei gruppi parlamentari che contemporaneamente sono maggioranza ed oppposizione.
Solo che questa volta il personaggio coinvolto ed in parte causa del problema, rischia di farsi la bua, come si suol dire ai pargoli birichini.
Perchè rischia di “Farsi la Bua” ?
Perchè ci sono un insieme di fattori che il Gianfry nel suo immenso narcisismo non ha considerato.
Primo fra tutti il fattore economico.
Si perchè se porta i libri contabili in tribunale rischia di non prendere nemmeno l’elemosina.
Il cospicuo patrimonio di An rischia di andare per il novantacinque per cento al Pdl per un meccanismo molto semplice.
Per rivendicare parti del patrimonio di un ex partito (vedi il caso DC e Psi) occorre che i richiedenti abbiano fatto parte di quel partito e lo abbiano rappresentato,in sostanza siano stati eletti con quella formazione ….
si da il caso che la maggior parte degli ex-onorevoli di An siano nel PDL,  e dubito ci siano molti soggetti della abusata “società civile” pronti a finanziare di tasca propria il nascente soggetto politico ….
e nell’attuale situazione senza soldi risulta molto difficile fare politica .
Fattore non secondario il nascente asse Roma-Milano (rafforzato da Roma Capitale e federalismo), che il Sindaco Alemanno(il quale si è legato al dito
le dichiarazioni del leader di Fli sulle coppie di fatto mentre c’erano le elezioni a Roma),e la Governatrice Polverini stanno abilmente costruendo.
E’ un dato di fatto che in Italia ci sia un forte “effetto Lega di ritorno” .
Anche nell’Italia Centrale sta diventanto opinione comune (purtroppo), che al di sotto  del Garigliano qualcosa oggettivamente non va.
Fini pensa di poter rappresentare una sorta di “Lega Sud” ma ancora una volta non ha fatto i conti con la realtà delle cose, inanzitutto l’anomala
situazione politica difficilmente proiettabile a livello nazionale, e poi perchè sostanzialmente il Sud sta con se stesso, non è un caso che Lombardo (alleato di Fini), governi una regione grande come la Sicilia con un partito tutto suo e che più volte
ha attirato l’attenzione dei magistrati.
Insomma, ritirandosi al Sud, rischia di diventare ostaggio dei vari Ras locali.
A tutte queste condizioni va aggiunto il fattore Silvio.
Si perchè fino ad oggi nessuno ha anticipato le mosse del Berluska il quale ha interesse ad andare alle elezioni senza attendere la fine della legislatura ma altresì senza tempi troppo corti.
Attendere la fine della legislatura significherebbe dare a Fini ed ai suoi accoliti tempo per organizzarsi e rafforzarsi permettendogli di fare l’ago della bilancia nella maggioranza, ma altresì necessita del tempo necessario per creare quelle condizioni necessarie per screditare l’avversario “ammantato di verginità”.
Come andrà a finire ??
Non lo so  ma un cerotto non si nega a nessuno ……

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2010: VINCITORI E VINTI


Votare ??
Votare ??

  Il centrodestra vince ma nella coalizione chi ha avuto la meglio?

 Di Simone Carbonaro

Una cosa è chiara, il centrodestra ha vinto e le sinistre hanno perso, ma cosa ha caratterizzato questo turno elettorale? Sicuramente un elemento che da almeno 15 anni caratterizza la vita politica del paese, un partito vincitore per schieramento, a destra vince su tutti la Lega, mentre a sinistra l’IdV un ottimo risultato, i motivi di tale risultati sono stati sviscerati da tutti, ma quello su cui sarebbe importante porre l’accento è la tecnica che ha portato a tale risultato, da una parte Di Pietro che non ha un piano politico all’infuri dell’annientamento di Berlusconi, dall’altro la Lega che invece mette in campo un programma politico ben preciso e seppure ancora meramente territoriale condiviso da molti anche nei territori che non gli competono e se i verdi di Umberto Bossi perdessero l’identità territoriale cosa accadrebbe? Piccoli esperimenti cominciano a farli con esperienze tipo “lega Lazio” (lista presentata alle ultime europee), il risultato non è stato eclatante ma mostra come i leghisti cerchino di rompere il muro del nord. Tuttavia i padani stanno “crescendo bene” nel sistema nazionale ossia hanno incominciato a capire a “cosa servono le poltrone amministrative” ed hanno avanzato pretese, Berlusconi da leader della coalizione di centrodestra ha risolto la spartizione assegnando 2 regioni, Piemonte e Veneto alla Lega, 2 regioni, Lazio e Calabria, agli ex di Alleanza Nazionale e 3 regioni, Lombardia, Campania e Puglia, agli ex di Forza Italia, il risultato? La Lega ha vinto, A.N. ha vinto, e F.I. ha vinto in Lombardia e Campania ma ha perso pesantemente in Puglia, attribuire la colpa di questa disfatta al mancato accordo con la Poli Bortone è più che plausibile ma sostenere che tale accordo sia saltato per volontà del Presidente della Camera dei Deputati sembra almeno fantasioso visto che sembra la solita leziosaggine di chi avrebbe voluto una poltrona per interesse personale, ma non ha accettato di scendere a compromessi per un progetto comune. Progetto voluto fortemente dal ministro Fitto che, nonostante le indagini e gli arresti di alcuni membri della giunta Vendola (candidato uscente) e nonostante l’intervento di Berlusconi è miseramente fallito.

Nella Capitale abbiamo assistito ad un altro “miracolo” del cavaliere. Vicenda liste di Roma e provincia, in quest’occasione sono stati tutti pronti a schierarsi con Berlusconi che “ha risolto tutto scendendo in campo in prima persona” ma se vogliamo analizzare bene la cosa potremmo partire dal affermare che la persona ad aver compiuto l’errore sia un esponente ex F.I. e che Milione fa parte del gruppo di Pallone che pare essere un fedele di Previti, ma questa sembra un’analisi troppo semplicistica, inutile dire che tutto è successo per apportare delle modifiche dell’ultimo momento alle liste, mi chi volevano cancellare e chi volevano inserire? Per quanto riguarda la cancellazione si parla di Samuele Piccolo ma questo ragazzo a chi da fastidio? Agli ex di F.I., agli ex di A.N. o magari ad entrambi? Agli ex F.I poteva interessare solamente avere un altro posto in lista, mentre per gli ex A.N. si poneva il problema delle preferenze che l’On. Piccolo ha dimostrato di saper conquistare e quindi è più facile pensare che la correzione della lista sia stata voluta da qualche ex esponente di Alleanza Nazionale e non scordiamo che il Coordinatore del PdL nel Lazio è Vincenzo Piso, un fideista del sindaco Alemanno. Tornando alla questione Lega ed alla sua in arrestabile corsa verso le poltrone c’è da dire che alcuni episodi fanno sorgere alcuni dubbi sull’alleanza con il presidente del Consiglio, ad esempio il fatto che in Veneto si vinca la regione, primo partito la Lega, e si faccia una figura barbina a Venezia con candidato a Sindaco Brunetta (ex F.I.) o come la circolare firmata dal dicastero presieduto da Maroni in cui si dettava la regola da prendere in considerazione durante gli scrutini, questa circolare asseriva che i voti con “preferenze espresse a candidati di pura fantasia andassero considerati nulli” segnando un autogol per la candidata Polverini, infatti, molte persone pur votando la lista civica di Renata Polverini hanno espresso la preferenza a ipotetici candidati della lista PdL mai presentata e quella circolare ha semplificato molto il lavoro a chi voleva annullare dei voti della lista Polverini.

Quella paura della Lega che ti Frega !!!


 

Uguali o Diversi ?
Quanto hanno in comune ?

Di Alessio Papi

Dopo le ultime elezioni regionali si fa un gran parlare del pericolo verde.

Il risultato della Lega Nord spaventa i più sia per le percentuali ottenute, sia per il progressivo spostamento verso verso Sud del suo potenziale elettorale.

In zone “tradizionalmente rosse” (Toscana, Marche ed Emilia-Romagna), la Lega ha saputo paradossalmente raccogliere consenso tra il proletariato “tipicamente rosso” deluso dal disfacimento della sinistra, e nell’elettorato “nazional-borghese” tipicamente aennino.

Sarebbe più utile (e intelligente), cercare di capire i motivi di questo successo.

Demonizzare una parte politica porta al  risultato esattamente opposto, ne aumenta

il consenso, e uanto accaduto tra Berlusconi e la sinistra dovrebbe (forse) averci insegnato qualcosa.

Piaccia o non piaccia la Lega ha saputo rispondere alle esigenze del territorio e dare una immagine della politica diversa.

E’ riuscita a portare “facce nuove” nella politica, nella maggior parte dei casi “leghisti della prima ora “, al contrario di Pdl e Udc che, salvo qualche eccezione, hanno al loro interno (un po’ per genesi, un po’ per predisposizione), un buon numero di riciclati e trasfughi.

Ha saputo accorciare le distanze tra la politica/politici e cittadini, sono riusciti a rendersi credibili nei confronti dei cattolici, che al Nord, hanno abbandonato l’ Udc;

Nei paesi sperduti come nei grandi centri, è stato un florilegio di aperture di sezioni della Lega, dove potenziali elettori possono incontrare leaders locali e nazionali, un metodo nuovo ma anche vecchio di fare politica.

Vecchio perchè era un metodo consolidato in formazioni come l’ M.S.I prima, AN poi, che avevano (prima del loro totale imborghesimento), nella capillarità delle sedi sul territorio il loro punto di forza.

Nuovo perchè ha saputo riempire un vuoto che altre formazioni hanno lasciato, con una non comune attenzione al elettorato di riferimento, senza mai creare inspiegabili e gratuite contrapposizioni con gli alleati di governo.

I vecchi circoli di partito tanto a destra (trasformati in caf o agenzie di viaggio), quanto a sinistra (trasformati in circoli pseudo-pub o gallerie d’arte), hanno preferito inseguire il business spicciolo.

Nelle grandi realtà come Roma fanno eccezione pochi gruppi legati per lo più a singoli particolarmente capaci che non a reali strutture di partito.

A chi ha giovato tutto ciò ?

A chi malato di leaderismo ha preferito un partito “light” gestito come una salumeria a conduzione familiare.

Colui che, avendo scollegato il partito dal territorio può compilare le liste (elettorali) a suo uso e consumo.

 Colui che avevendo il gessetto in mano può segnare a suo piacimento buoni e cattivi alla lavagna.

Un “cattivo maestro” anni fa sosteneva che la politica fosse “occupazione di spazi e fornitura di risposte”………………è quello che fa la Lega oggi…..

Piaccia o non piaccia la Lega oggi è la bella copia di quello che era Alleanza Nazionale dieci anni fa.

Basterebbe un po’ di umiltà per riconoscere gli errori commessi nel passato……. e non gridare al Lupo !!! al Lupo !!!……….. Quella paura della Lega che ti Frega !!!

Cara Renata ti Scrivo.


di Alessio Papi

 

Renata Polverini
La Vittoria Di Renata Polverini

Cara Renata ti scrivo …………………

Abbiamo vinto !!! bene, anzi benissimo, ma ora al lavoro !!!

Si perchè a bocce ferme lo si può dire, tanto per i prossimi 5 anni non ci saranno elezioni regionali (sgraat).

In questi anni “di opposizione” abbiamo fatto abbastanza ridere, e dobbiamo fare (per usare un termine caro alla sinistra) autocritica.

In Regione come nelle enti e nelle società collegate abbiamo rinunciato a far politica in nome di un non meglio specificato “quieto vivere”.

Dopo lo scandalo Marrazzo si è evitato di andare ad elezioni anticipate semplicemente perchè “non eravamo pronti”.

Siamo stati una indefinita accozzaglia politica che si è retta esclusivamente sulle iniziative dei singoli consiglieri interessati (come ovvio), più ad aumentare il proprio prestigio ed il proprio consenso che rappresentare un’ idea o un progetto.

E’ così ci si è dimenticati troppo spesso di esercitare l’azione di controllo su quanto accadeva, si è scesi a compromessi continui, ci si è turati il naso magari in cambio di qualche favore “per gli amici”.

Ci troviamo oggi in una situazione disastrosa, con l’amministrazione al collasso e società regionali piene di debiti e gente inutile.

A questo quadro poco idilliaco si aggiunge “l’ora del riciclo” di dipendenti, funzionari, e dirigenti vari, scattata domenica sera dopo la comunicazione dei risultati elettorali;

Gente che ha come fine unico quello di “continuare a galleggiare”, ed ha fatto fortuna a scapito di chi si è sempre schierato.

Cara Renata questa volta bisogna dare un segnale, bisogna fare piazza pulita.

Abbiamo creduto in un progetto, abbiamo inseguito un’idea……….

Dimostriaci che abbiamo fatto bene  !!!!

Buon lavoro !!!!