Tutti i Battisti d’Italia


 

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di Alessio Papi

L’arresto di Cesare Battisti ha fatto scalpore o ha messo qualcuno in apprensione?

C’è stata una spettacolarizzazione o lo Stato ha voluto mandare un segnale?

Ricordo le parole che mi disse un politico della prima repubblica da giovane:”questo paese non farà mai i conti con l’eversione e gli anni di piombo, troppi interessi, troppi scheletri negli armadi”.

Personaggi come Battisti  con la loro spavalderia ed arroganza , hanno goduto di protezioni ad alto livello da parte di  politici, intellettuali  ed “entrature” nel sistema.

Un esempio pratico  gli ex  “lotta continua”,  i cui membri (senza fare nomi) occupano oggi  le direzioni dei “giornaloni” anti-populisti.

Come in tutte le cose però c’è il rovescio della medaglia, per qualche biografia sfociata con l’abbraccio della legalità ce ne sono tante altre finite in maniera diversa, in contesti borderline dove il confine tra lecito e illecito è impercettibile.

Le indagini su “mafia capitale” hanno portato alla luce (qualora ce ne fosse stato bisogno) il cosiddetto “mondo di mezzo”, un limbo dove ex estremisti facevano da cuscinetto tra istituzioni e criminalità organizzata, aggiustando situazioni, facilitando imprenditori, trasformando la loro influenza in voti per il politico di turno, un quadro opaco dove tutto è confuso, fatto di ricatti e favori pagati a peso d’oro, dove il colore politico è solo un dettaglio e quello che conta sono soldi e potere.

La storia del nostro paese è piena di misteri legati a intrecci tra massoneria, criminalità organizzata ed eversione, misteri per la maggior parte irrisolti, spesso  per l’improvvisa dipartita del magistrato o del giornalista di turno.

C’è qualcosa di “guasto” nel sistema e lo si percepisce in ogni suo piccolo aspetto, nelle amministrazioni locali come in quelle centrali, nei vertici delle istituzioni, intrecci mai casuali, che sembrano figli della stessa regia.

Basta leggere la cronaca recente per rendersene conto, situazioni talmente evidenti da far gridare alla “scoperta dell’acqua calda”.

Esiste uno stato e il suo“antistato” interno allo stato stesso, pensare che il “mondo di mezzo” di Buzzi e Carminati sia un caso isolato è un espediente troppo comodo e ingenuo, è più probabile sia solo la punta dell’iceberg o quello che si è voluto far vedere.

Battisti è forse il simbolo e la bandiera di uno Stato (con la S maiuscola) che reagisce e avverte.

Per ogni Battisti scappato, protetto e coccolato, ci sono N signor Rossi che hanno reso possibile ciò, e che verosimilmente, oggi sono parte della nostra classe dirigente.

“Una democrazia fondata sul brigantaggio” la definì Montanelli, mai definizione fu più azzeccata, la “nostra democrazia”…  la democrazia dei tanti Battisti d’Italia.

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Fermiamo i barconi ! (con ogni mezzo)


barconedi Alessio Papi.

Sinceramente non ne posso più della retorica dell’accoglienza, di quella melassa vischiosa del buonismo ad oltranza non propriamente disinteressato, che produce danni enormi sul tessuto sociale.

Gli italiani sono un popolo strano, non più tardi di 3 mesi fa ci si indignava per quel “Io con gli immigrati ce faccio più soldi che con la droga” (cit. Buzzi) ed oggi tutti (o quasi) Boldriniani e Alfaniani, compresi i grandi giornali (soprattutto il Corriere) sono i paladini degli immigrati (irregolari).

Quali sono le motivazioni ? e perché vanno fermati (con tuti i mezzi) i barconi ?

E’ indubbio che qualche radical-chic come la Boldrini sia in buona fede, più per il mito del “multiculturalismo” e del “buon selvaggio” che per questioni pratiche, ma ben diverse sono le motivazioni delle grandi lobby filo-europee (come il Corriere , Lerner e soci).

Senza scomodare in trattato di Dublino redatto col beneplacito di Spagna e Grecia noti affondatori di barconi, è chiaro come l’Italia serva all’Europa da “filtro” per decidere chi far entrare e chi no nei i paesi economicamente più forti.

Una sorta di agenzia di selezione ( a spese dei cittadini italiani), dove rimangono a gozzovigliare gli immigrati “inutili” quelli “senza arte ne parte” dirottando poi quelli più qualificati verso i paesi del Nord Europa con il fine di aumentare l’offerta  e  abbassare il costo del lavoro in contesti (come la Germania) dove ormai il costo della manodopera  anche nei lavori meno qualificati, ha raggiunto costi non  funzionali alla tenuta del sistema economico.

La Spagna  respinge con la forza i barconi ed ha costruito un muro di 6 metri a Ceuta e Mellilla idem la Grecia la quale sta blindando i confini con la Turchia, ma questo  da noi dove l’accoglienza è un business, non “moralmente”  accettabile.

Un clandestino fa girare i soldi, per l’assistenza e l’alloggio, è una manna per le varie associazioni che si occupano di “integrazione e supporto” genera posti di lavoro.

Il Cara  di Mineo è sommerso di inchieste giudiziarie e in Sicilia L’Ncd del ministro dell’Interno prende il 35% dei voti, a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre.

Sotto questo mercato formalmente legale però ve ne uno molto più pericoloso gestito dalle mafie.

Una inchiesta della polizia Maltese(riportata dal  Times of Malta) ha smascherato una catena di trafficanti di schiavi gestita da un esule libico (fuggito anni fa dal regime di Gheddafi)  residente sull’isola e alcuni esponenti sospettati di essere affiliati a mafia e ‘ndrangheta.

Il meccanismo è molto semplice. Ras locali girano nei villaggi  sub-sahariani per reclutare potenziali profughi e spedirli con i barconi in Italia con la complicità dei notabili libici (probabilmente fiancheggiatori Isis) un investimento proficuo con lo scopo di gestire l’emergenza sul suolo italiano (creandola)  e fornire manovalanza  a basso prezzo alla criminalità organizzata soprattutto nell’ambito della prostituzione, del commercio illegale,del piccolo spaccio e del caporalato.

Un modesto investimento iniziale (quello del prezzo del viaggio) che si ripaga rapidamente e che produce lauti e diversificati profitti.

Va da se che il problema è tutto italiano, e che un mercato così “diversificato” fa gola a molti (compreso qualche rappresentante in parlamento).

La “solidarietà pelosa” (per colpa)e la criminalità organizzata (per dolo) con la complicità di una Europa inetta, hanno creato un sistema pericoloso ai danni dei cittadini (anche dal punto di vista sanitario) aggravando una situazione economico e sociale di un paese già messo male, e di fatto creando Lo schiavismo del III millennio.

L’intervento internazionale è un palliativo, serve solo per allungare volutamente i tempi d’intervento,

considerando che non si può parlare di dialogo col governo libico visto che di fatto non ne esiste uno.

Bisogna quanto  prima intervenire sul suolo libico con interventi di polizia militare sradicando alla fonte il problema e parallelamente “dissuadere” con ogni mezzo la partenza dei boat-people.

E’ brutto a dirsi ma solo il rendere più “pericoloso”  l’imbarcarsi può fungere da deterrente contro questa invasione silente.

Difendere i confini è un dovere e non un diritto, alla faccia dei benpensanti non dobbiamo  essere complici di questo scempio ai danni del genere umano.

Fermiamo  i barconi ! (con ogni mezzo)