Meglio GANGNAM STYLE che onanista.


Piazza Del Popolo 1972-2012
Piazza Del Popolo 1972-2012

di Alessio Papi

 

Trentamila “idioti” ballano il GANGNAM STYLE a Piazza del Popolo segnando il record del flash mob.

Su internet  è una profusione di commenti dall’apparente valenza sociologica, alcuni tentano dei paragoni elettorali, si domandano con presunto fare aristocratico se siano potenziali elettori berlusconiani.

Ebbene così facendo negano uno dei principali principi della sociologia, quello dell’osservazione partecipante, un occhio acritico che cerca solo di studiare il fenomeno.

Tendenzialmente coloro che schifano i fenomeni di massa sono dei potenziali onanisti (segaioli per i meno forbiti), personaggi troppo  narcisi e troppo convinti della giustezza delle loro idee per rendersi conto cosa li circondi.

Che cosa c’è di male se un gruppo più o meno ampio di persone si sentono accomunati da una qualsiasi idea anche apparentemente idiota, decidono di vedersi contemporaneamente nello stesso posto ?

E qui finiscono le considerazioni sociologiche.

Passiamo a quelle politiche ….

I “nostri dipendenti” ovvero politici di varia foggia e schieramento hanno accusato i partecipanti di frivolezza (per essere gentili), banalità e disinteressamento per la vita pubblica, riferendosi probabilmente al fatto che ormai riescono a riempire a malapena i teatri, figuriamoci le piazze.

Basta guardare la foto nella pagina e fare il raffronto.

La prima foto è del 1972 e l’allora segretario del Msi Giorgio Almirante con un partito del 4,5 % riuscì a riempire la piazza ne più ne meno come nel 2012 ha fatto un paffuto e brutto Dj Koreano.

Soltanto che nel 1972 la gente era lì per un motivo, e quel motivo era l’uomo sul palco (ma lo stesso valeva per Berlinguer).

Se si segue un Dj e non un leader politico la colpa non può essere certo del “popolo”.

Le responsabilità vanno semmai cercate altrove, nei partiti divenuti ormai la caricatura di se stessi, in una classe dirigente inetta e ingorda che ha prodotto l’allontanamento dei cittadini dalla politica e dalle istituzioni.

Sarebbe troppo comodo pensare “la gente non mi segue quindi non mi capisce”, l’agire politico si fonda sul consenso anzi, i politologi ed i politicanti dovrebbero ringraziare coloro che nella situazione attuale anziché prendere il forcone, si messi a ballare il gangnam style.

Costoro dovrebbero smettere di fare (a loro comodo) gli onanisti, ricominciare a parlare al cuore e alla testa degli individui, argomentando idee e progetti.

 La smettano di insultarsi in questo patetico teatrino.  Sempre che ne siano capaci.

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Cronaca di una figuraccia annunciata.


di Alessio Papi

 

Iniziata male finita peggio
Iniziata male finita peggio

Le dimissioni della Polverini sono l’epilogo di un’avventura cominciata male e finita peggio.

Tutto comincia con lo scioglimento di Alleanza Nazionale per confluire nel Pdl.

Ricordo con orgoglio al congresso di Roma di essere stato uno dei pochi presidenti di circolo (eravamo in tre) a non aver votato (si votò per acclamazione) a favore  del Pdl.

Allora tutti i “capi-bastone” romani, i Rampelli, gli Augello, gli Alemanno e compagnia varia si apprestarono a liquidare quello che all’epoca (almeno per noi che ci eravamo cresciuti) “era il partito più bello del mondo” , e tutto ciò per assecondare i capricci di potere di Gianfranco Fini.

Basta girare sul mio profilo facebook  (questo blog ancora non esisteva) per leggere cosa scrissi del Pdl con profetica immaginazione.

D’altronde non ci vuole uno scienziato della politica per capire che nella fusione di due partiti la parte del leone la fa colui che ha più soldi , ma non mi occupo da tempo del Pdl avendo con i tanti amici deciso in tempi non sospetti di aderire alla Destra di Francesco Storace.

Passò il tempo venne Ballarò e Renata (grazie sempre al Gianfry) divenne una star della Tv, da lì a poco sarebbe stata ufficializzata la sua candidatura a governatore della Regione Lazio.

Candidatura che inizia con la debacle (forse organizzata a tavolino) della presentazione della lista elettorale, che ha di fatto impedito la candidatura dei Big laziali (la maggior parte provenienti dalla giunta Storace) quasi tutti (indipendentemente dalle simpatie) personaggi dal notevole spessore politico ed amministrativo.

Finiscono così in consiglio i “miracolati dell’ultimo minuto” , gente anonima messa nella lista del candidato a presidente, che “è stata portata” dall’escluso di turno (salvo poi una volta eletti voltare le spalle).

Il fallimento di questa giunta è stato quello di essere stata “senza anima”.

Assessori anonimi e senza spessore politico (escludendo qualche nome noto), segreterie sconosciute (per chi frequenta l’ambiente da diversi anni vedere avanzi da centro sociale nelle segreterie di giunta fa venire i brividi), vertici della presidenza di esclusiva provenienza Ugl.

Per non parlare di dirigenti delle società regionali, dei direttori regionali e dei dirigenti riconfermati, che chi più chi meno,  provenivano dalla precedente amministrazione di centro-sinistra e che, come prevedibile, non hanno lavorato per il bene di questa (ex)giunta.

Per me che mi sono sempre schierato, questi due anni di giunta Polverini hanno il sapore di una strofa di  una canzone di Zarrillo ….  “non arriveranno i nostri non arriveranno mai”.

Credo che Renata abbia peccato di ingenuità e di un pizzico di presunzione.

Pensare che una governatore possa godere di appoggi trasversali solo perché donna e sindacalista è un esercizio per folli e visionari.

Pensare di non aver bisogno di nessuno, non avere l’umiltà per chiedere consiglio a chi ha più esperienza è un atto infantile da chi crede di essere  il primo della classe.

Delle ruberie dei partiti votate all’unanimità da tutto lo schieramento politico non ha colpe, se non quella di non essersi informata dall’assessore al bilancio dello stanziamento sul capitolo relativo al consiglio.

Nel medioevo il feudatario più accorto mandava i suoi emissari a controllare i vassalli, i quali da una parte riverivano  e si prostravano davanti al loro signore, dall’altra facevano la cresta sulle gabelle.

Sarebbe bastata tanta anima, un po’di malizia , l’ascolto di qualche buon consiglio, e un Pdl meno cafone per finire una legislatura in maniera decorosa ….

E tra due anni non avrei scritto una cronaca così pietosa……..

Io sto con Veneziani e Storace.


di Alessio Papi

Ha ragione Veneziani nel suo corsivo sul Secolo d’Italia, ed è altrettanto giusta la risposta di Francesco Storace.

Occorre in qualche maniera “fare autocritica” e cercare di capire perché il Pdl è stato (il passato è d’obbligo) un Non-partito.

Ricordo da giovane esisteva l’Msi con i suoi pro e contro, ma ricordo anche un partito che riusciva ad essere contemporaneamente tradizionalista ed innovatore, un partito per certi versi “british” (passatemi il termine).

All’epoca frequentavo il Fronte della Gioventù nel quale si dava ampio dibattito ai problemi connessi a ”imborghesimento della politica” e su come “il potere” esercitasse su molti un fascino perverso.

Poi si ebbe la svolta di Alleanza Nazionale per cercar di sedurre qualche “benpensante più al centro” con discreti risultati (che qualcuno dei suoi fondatori poi sia andato a finire con la margherita è un piccolo dettaglio).

Il leaderismo dilagante (Fini Vs. Berlusconi) ha concluso l’opera, ha creato quella accozzaglia di soggetti in cerca di autore chiamato Pdl, un partito senza anima dal quale uno dei due fondatori è presto uscito e l’altro è ancora convinto che “il partito” sia una emanazione delle proprie aziende.

D’altronde non serve uno “scienziato della politica” per capire che mettendo nello stesso pentolone ex-missini, affaristi, escort e trafficoni (a proposito ma chi di loro ha mai fatto politica prima?) la ricetta non poteva essere entusiasmante…. un partito di bacchettoni e falsi puritani.

Parafrasando il rapper umbro Frankie Hi-Nrg  il partito di “quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardanla Tv”

Dal mio punto di vista la cosa più disarmante è stato qualche mio coetaneo che, entrato in parlamento, ha improvvisamente cancellato gli insegnamenti della “cara sezione” relegandoli a  pietose e folkloristiche pantomime.

Il Pdl è finito perché è finita l’era dei leader, non solo a destra ma in tutti (o quasi) le aree politiche.

In parte perché la gente si è svegliata, in parte perché non esistono (quasi) più leader credibili.

Le persone hanno bisogno di tornare a sperare, hanno bisogno di idee e programmi, hanno la necessità di riappropriarsi dei partiti che devono tornare agli elettori, è finita l’epoca degli incantatori di serpenti, la gente ha il bisogno di identificarsi in un progetto, in un sogno da coltivare e portare avanti.

Una vecchia canzone si intitolava “il domani appartiene a noi”….. rimbocchiamoci le mani, costruiamo insieme la grande casa della destra italiana.

Vengono da Marte .


Vengono da Marte
Vengono da Marte

di Alessio Papi.

Ebbene si sono convinto, siamo governati da marziani, anzi (peggio) abbiamo una classe politica composta da alieni  per di più ignoranti.

La riflessione nasce dal “fenomeno Grillo”, che mi ricorda pressantemente studi universitari passati.

Ricordo di aver studiato un Grillo ante-litteram che ebbe un notevole successo elettorale nell’immediato dopoguerra.

Ai tempi il clima psicologico nei confronti della politica era abbastanza simile all’attuale.

Giannini con un’abile opera propagandistica e “qualunquista” (il movimento si chiamò appunto Uomo Qualunque), raggiunse il 6 % dei consensi ma il movimento si dissolse in breve nelle elezioni successive non riuscendo mai ad avere una caratterizzazione ed una struttura tale da poter fornire risposte programmatiche ed amministrative.

Sinceramente credo che Grillo abbia studiato molto bene il fenomeno e molto intelligentemente sia riuscito a sfruttare le potenzialità di internet risparmiandosi anche i soldi di inutili cene elettorali.

Ma Grillo è il prodotto degli attuali politicanti, una loro creazione.

Abbiamo una classe politica completamente ignorante e staccata dalla realtà delle cose, dal quotidiano vivere di noi comuni mortali.

Tanto a destra quanto a sinistra abbiamo dei politici (o presunti tali) che utilizzano la loro posizione per interessi personali, personaggi squallidi che non sanno neanche loro come spiegarsi l’arrivo in parlamento.

Gente che è convinta di poterci prendere per i fondelli con le teorie stragiste come negli anni ’80, senza rendersi conto che siamo nell’era di facebook internet e blog vari…. all’epoca esisteva solo il tg 1 (chi vuol intendere intenda).

Angelino Alfano il segretario del più grande partito di centro-destra è arrivato a dichiarare  che è necessario cercare un’alleanza con gli uomini di Beppe Grillo.

Ho avuto modo di frequentare alcune manifestazioni dei “grillini” , per me è stato un po’ come tornare bambino quando mio nonno mi portava allo zoo a dare le noccioline alle  scimmie.

Ho visto una umanità varia, composta da disoccupati, frustrati tout-court, guevaristi traditi dalla sinistra, incazzati h24, e frikkettoni demode’.

Immaginatevi la scena ….. Convention del Pdl …. in prima fila onorevoli vari e qualche amministratore locale….. in seconda cumenda, signore ingioiellate dal lifting malmesso, aspiranti veline, porno-segretarie e igieniste dentali…. In terza fila gli ex An, gente di valore, duri e puri che cercano di celare i conati di vomito con un  sorriso di circostanza… ed infine loro ….. la speranza della nuova Italia …. quegli anarco-sfigati dei grillini.   

Oddio ! sembra la sceneggiatura  di un b-movie di fantascienza anni ’70.

Si decisamente …..

Essi vengono da Marte.

Strani Questi Italiani


Italiani ?

di Alessio Papi

 

Strani questi italiani.

Sono governati da un Premier non votato che li sta dissanguando, vengono presi per i fondelli da un carrozzone chiamato Europa, pagano la benzina quasi due euro a litro, i prezzi al dettaglio sono in costante aumento la disoccupazione dilaga.

Scandali e corruzione sono all’ordine del giorno, segno di una classe politica mediocre ed inutile,  che in televisione urla e sbraita azzuffandosi come galline in un pollaio senza formulare proposte concrete.

In questa situazione da “film felliniano” (manca solo il clown nano che all’improvviso irrompe nella scena), gli italiani sono capaci solo di fare i partigiani (cosa che riesce benissimo) ….c’è  chi continua a difendere Berlusconi e chi osanna i professori miliardari (diventati  tali con i denari pubblici).

Il buonsenso porterebbe ad incazzarsi per l’aumento dei prezzi, per i carburanti più cari d’Europa per l’incapacità di una classe politica (ed imprenditoriale) degna di essere chiamata tale, per il lavoro che continua a diminuire, la corruzione, la sicurezza , l’informazione faziosa, e chi più ne ha più ne metta…… eppure non accade nulla.

Qualcuno ha provato a dare delle spiegazioni sociologiche, altri economiche, gli unici che hanno dimostrato (vincendo) spirito di unità e coesione sono stati i tassisti (nel bene e nel male).

Bisognerebbe porsi delle domande su che “non-paese” siamo.

Se vogliamo uscire dal baratro dobbiamo rompere la  spirale Roma-Lazio, Berlusconi-Antiberlusconismo, tecnici-politici.

Lo dobbiamo però fare  in maniera reale, riprendendoci le piazze, azzerando una classe politica della quale anche i professoroni sono figli, senza cedere alla tentazione delle “grandi intese” dove con  la scusa dell’interesse nazionale,si vuole mantenere esclusivamente lo “status quo”.

Strani questi italiani.

Il Futuro è nel Passato


 di Alessio Papi

La manifestazione di Sabato 3 Marzo ha lasciato il segno.

L’affluenza oceanica ha dimostrato come sia possibile portare avanti un pensiero “non conforme” e coinvolgere migliaia di persone.

Ma è venuto il momento di interrogarci su chi siamo e chi volgiamo essere, che tipo di destra siamo e vogliamo diventare.

Guardare ad astratti futurismi non ha senso, specialmente quando la destra (e non un annacquato centro-destra), può vantare un patrimonio culturale a livello nazionale ed internazionale come pochi.

Sarebbe un peccato (pur nella sua grandezza) limitarsi a Giorgio Almirante.

Una destra moderna, di uno stato laico che però abbia una forte coscienza delle peculiarità culturali, ha necessità di riscoprire i suoi grandi padri, pensare all’Europa dei Popoli sognata da Mazzini, l’economica sociale di mercato di Adenauer le grandi riforme di miti della politica come la Thatcher e Reagan.

In un’ ottica che premia l’idea (e non l’ideologia), è necessario farsi portatori (sani) di grandi battaglie culturali.

Questa Europa non ci piace perchè costruita con una forzata “fusione fredda” di tipo esclusivamente monetarista, che ha ignorato il passato e la storia dei singoli popoli.

Chi non ricorda il passato difficilmente potrà capire il futuro.

L’attualità ci presenta moltissimi occasioni di riflessione, il compito della “buona politica” è fornire il proprio punto di vista per la soluzione dei problemi delle persone e della società.

Di seguito alcuni spunt, alcuni temi “visti da Destra”.

Ovviamente sono osservazioni personali e possono essere non condivisibili, ma vogliono indurre ad aprire un dibattito.

Concludo con una citazione cara al Popolo tibetano “Il Futuro è nel Passato” .

Ce lo dovremmo ricordare più spesso.

EUROPA: E’ necessario riportare la Banca d’Italia sotto il controllo del Tesoro perché le banche centrali devono essere di proprietà degli stati (attuazione legge 262/2005) .

 ECONOMIA: In un’economia stagnante è necessario potenziare gli ammortizzatori sociali (in particolare il sussidio di disoccupazione salvaguardando l’art. 18), ma anche ridare impulso all’industria in un paese che non produce più.

No alla cassa integrazione per chi delocalizza le manifatture, introduzione del salario geografico per incentivare gli investimenti nel meridione, defiscalizzazione degli investimenti produttivi, e tassazione delle rendite finanziarie, restrizioni e tutela del marchio “Made in Italy”, riduzione della pressione fiscale e delle accise sui carburanti con il gettito recuperato dall’evasione, sospensione automatica delle pendenze Equitalia per le imprese che vantano crediti nei confronti della P.A.

 

POLITICA E FINANZA: Per garantire la trasparenza è giusto che cittadini e risparmiatori sappiano come vengono utilizzati i loro soldi.

Obbligo per le banche della pubblicazione degli emolumenti dei Cda e del Management apicale, redditi pubblici per chi ha incarichi politici elettivi e fiduciari.

SUSSIDIARIETA’ E FAMIGLIA: Nel nostro sistema sociale ci sono troppe incongruenze.

E’ necessaria una seria riforma delle pensioni sociali, l’istituzione di graduatorie assistenziali separate per i non italiani, mantenimento dei sussidi, housing sociale e (in un auspicabile futuro)

accesso al mutuo sociale ai soli italiani.

Revoca immediata delle pensioni sociali pagate a soggetti non italiani residenti all’estero, lotta al lavoro nero, detassazione per i proprietari che locano a prezzi convenzionati.

A tutela della famiglia è necessario che la donna possa riappropriarsi della sua identità potendo esprimere al meglio le proprie potenzialità come mamma e lavoratrice.

Incentivi al telelavoro, ristrutturazione della rete degli asili nido con particolare attenzione a quelli aziendali, favorire la flessibilità di orario, estensione dell’obbligo del congedo familiare ai padri, migliorare le strutture didattiche di supporto nelle scuole elementari, non è tollerabile che la presenza di figli di immigrati con problemi linguistici produca a intere classi ritardi nell’apprendimento.

 

SICUREZZA E IMMIGRAZIONE: I numeri sono sotto gli occhi di tutti, i reati sono in costante aumento, le carceri sono sovraffollate, e l’irregolarità dilaga.

Introdurre l’obbligo di presentazione del permesso di soggiorno, il quale deve essere vincolato al mantenimento del posto di lavoro (con una sospensione di max. 3 mesi), e nel caso di

lavoratori autonomi alla dimostrazione di produrre un reddito adeguato al mantenimento del proprio nucleo familiare.

Modifica dell’art. 27 della Costituzione nel riferimento “devono tendere alla rieducazione del condannato”, e l’introduzione dell’obbligo di lavori socialmente utili nel periodo di detenzione.

Introduzione del “three strikes law” per l’aumento esponenziale delle pene per i soggetti recidivi. Stipula di appositi accordi per lo sconto della pena nei paesi di provenienza per i cittadini stranieri ed espulsione immediata per i reati che prevedono la “sospensione della pena” .

Separazione delle carriere e responsabilità civile per i magistrati, tutela legale centralizzata per le Forze di Polizia soggette a procedimenti per atti svolti durante lo svolgimento dei propri compiti operativi.

 

AMBIENTE: L’ Italia rispetto al resto d’Europa porta un ritardo di quasi 20 anni sulla gestione dei rifiuti.

Non è possibile che la differenziata sia ferma a livelli bassissimi, che non esistano (o sono insufficienti) impianti di riciclaggio, che la maggior parte dei rifiuti finisca ancora in discariche gestite da lobby dagli affari poco chiari.

 

Roma è stata Violentata.


Blindato in Fiamme
Blindato in Fiamme

di Alessio Papi

Roma Sabato è stata devastata, quattro (si fa per dire), decelebrati hanno distrutto una città, con azioni violente e vuote come le loro teste.

Se materialmente quello che è successo è colpa di pochi, moralmente lo siamo tutti.

Colpevole è chi dopo i fatti di Genova ha trasformato un individuo “border-line” come Giuliani in un eroe della protesta intitolandogli

addirittura una targa (poi fortunatamente rimossa) alla Camera (uffici di Rifondazione Comunista) neanche fosse un capo

partigiano o un valoroso garibaldino.

Certo a Genova ci furono degli errori, a cominciare dalla scarsa preparazione di talune forze dell’ordine

e la presenza di armi da fuoco durante un servizio di ordine pubblico (pensate se qualche teppista avesse rubato, ed usato, la pistola di un agente).

Complici sono quei politici (che ammetto di aver votato), che hanno (almeno a parole), sempre strombazzato ai

quattro venti le parole ordine e legalità, ma che alla fine hanno approvato 60 milioni di tagli alle forze dell’ordine.

In questo Paese tutto è relativo, tutto viene messo in discussione, tutto deve essere asservito all’opinione di turno.

La forza di una Nazione (purtroppo concetto astratto per molti), nasce dall’aver valori assoluti condivisi.

Dovrebbe essere innato in ognuno di noi, in ogni cittadino il rispetto dei beni pubblici (i nostri),

il rispetto della proprietà privata, il rispetto delle istituzioni in quanto tali e non come mera emanazione politica.

Chi aggredisce un tutore dell’ordine oltre a colpire un padre ,un marito, un fratello (con tutte le caratteristiche individuali),

colpisce in primis una divisa che piaccia o non piaccia rappresenta il nostro Paese, quindi tutti noi.

E’ troppo comodo come fanno “certi politici” dare la colpa ai magistrati che “rimettono in libertà” certi delinquenti,

dimenticandosi colpevolmente di essere loro i legislatori,gli stessi che in parlamento hanno depenalizzato reati

come l’oltraggio a pubblico ufficiale.

La stessa razza di politici che a più riprese ha solidarizzato (per mero calcolo elettorale) con i centri sociali,

luoghi dove per troppo tempo si sono tollerate varie forme di illegalità, gli stessi che hanno contrastato anche fisicamente l’operato delle

forze di polizia (come recentemente avvenuto in Val di Susa).

La forza di una cultura e di una identità è direttamente proporzionale alla forza dei suoi simboli, una bandiera,

una divisa, un simbolo religioso hanno un valore intriseco (o lo dovrebbero avere) indipendentemente da chi li indossa

(lo stesso Pasolini lo aveva scritto dopo gli scontri di Valle Giulia).

E’ necessaria una grande inversione culturale in ogni schieramento.

sabato abbiamo tutti violentato Roma, abbiamo violentato la nostra storia, abbiamo violentato noi stessi.