Quel Viola un po’ scolorito.


Popolo Scolorito?
Popolo Scolorito?

di Alessio Papi

La manifestazione di oggi contro la “legge bavaglio” sarebbe dovuta essere un trionfo, 5 ore di “tapiri urlanti” che inveivano contro il governo, balli canti e tanta indignazione.

Il popolo di internet per una “primavera araba” alla matriciana che però si è rivelata una completo flop.

Il “popolo internet” è una bestia strana, urla e sbraita in maniera virtuale ma alla fine è pigro, piuttosto che scendere in piazza passa la sua vita a taggare su facebook le foto di Berlusconi vestito da giullare.

I maestri dell’indignazione non hanno considerato una differenza sostanziale tra rivolte arabe e “finta” mobilitazione degli internauti.

Nei paesi arabi (tradizionalmente poco avvezzi alla libertà di pensiero) internet è stato il “mezzo” mentre da noi purtroppo/per fortuna è il fine.

L’Italia è tradizionalmente un paese di lamentosi, insoddisfatti e partigiani, tutti pronti a urlare, insultare e gridare il proprio disprezzo per qualcosa o per qualcuno ma quando è ora di fare proposte alternative , cercando di costruire qualcosa c’è l’ empasse, perchè ci è endemicamente impossibile realizzare qualcosa che possa andar bene ai più.

Siamo un paese dove purtroppo comandano le lobby, dove l’interesse del singolo (di tutti i colori politici) prevale sulla collettività.

Sarebbe troppo facile dare la colpa solo alla politica bisognerebbe, anzichè piangere cercando invano l’untore della crisi, guardare con un minimo di umiltà ai nostri “antipatici” vicini tedeschi, apprenderemmo il significato di “bene pubblico” e “socialità”……. la recessione farebbe meno paura.

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Perchè in piazza 04/12


Sei l'unico che si deve dimettere
Divieto di Sosta

di Alessio Papi

Perchè il 04/12 saremo in piazza ?

I menagrami e malpensanti diranno “ecco i soliti servi dell’ imperatore Berlusconi”, ma anche stavolta

hanno preso l’ennesimo abbaglio.

Sabato 04/12 ore 16.00 (Montecitorio) saremo in Piazza senza simboli di partito, senza leader, da semplici “autoconvocati”, ognuno con la sua associazione, con un semplice tam tam internet (Futuro e Libertà mica ha l’esclusiva), per chiedere le dimissioni di quell’uomo qualunque (nulla a che vedere con il grande Giannini), di GianfrancoFini.

Il Presidente della Camera ed i suoi trasformisti accoliti, sotto una apparente candida (neanche poi tanto) veste

nascondono il peggio della politica italiana.

Gianfranco Fini il fascista più fascista, il democristiano, il radicale, l’ex-anti Rutelli (con il quale ora va a braccetto), ex marito di Daniela di Sotto (sfiorata dall’inchiesta Lady-Asl insieme al cognato medico), l’amico del cuore del fedele portavoce Sottile (a sua volta amico del savoiardo implicato in vallettopoli), Colui che grazie al “Silvio Nazionale” ha piazzato i suoi compari nelle più importanti società a partecipazione statale (un nome per tutti Ferruccio Ferranti AD del Poligrafico ma la lista è lunga), colui che ha gestito il patrimonio di AN come fosse la salumeria di famiglia (e che non ha mai fatto un congresso vero), che non ha saputo gestire un “cognato ed una compagna imbarazzanti”, colui che ha sciolto il partito per ambizione personale e non per reale progettualità politica. Colui che ha costruito le sue fortune sulle spalle di chi ora vede come il suo “peggior nemico”.

Questo signore prendendo per totali imbecilli gli italiani sale sul pulpito facendo abbaiare i suoi cani da guardia (Bocchino & Soci), e pontifica dai suoi videomessaggi (che tristemente ricordano Fahrenheit 451), perchè non ha il coraggio di affrontare un contraddittorio.

Se ha il diritto di autocertificarsi “bianco che più bianco non si può” noi da elettori , ma sopratutto da italiani convinti che la politica sia qualcosa di diverso indipendentemente da quale sia il colore politico abbiamo il diritto/dovere di chiedernele dimissioni.

Se in costui esiste un minimo di dignità, un minimo di rispetto per il mandato datogli dagli elettori, un minimo di rispetto per la Carta Costituzionale che dice di amare tanto si dimetta e faccia un favore all’Italia, rinunci ai suoi privilegi, la faccia finita di BEFFARE L’ITALIA E GLI ITALIANI !!!!

http://www.alessiopapi.it

Se Fini fa la pecorella ci rimettono gli allevatori.


  Di Alessio Papi

Che c'azzecca ?
Fini Pecorella Smarrita ?

 Che c’azzecca Fini con gli allevatori ?

Apparentemente nulla, però ci sono una serie di inquietanti coincidenze che forse andrebbero spiegate.

Non so per quale irrazionale impulso, ma il sottoscritto ha da sempre avuto una spiccata simpatia per la coldiretti forse retaggio dei miei avi romagnoli.

Gli allevatori, ed in particolare i pastori sardi, hanno lanciato un grido di allarme ed una pesante accusa.

Lo stato italiano tramite una società chiamata “Simest” che è azionista di caseifici all’estero produce pecorino in Romania spacciandolo per made in Italy.

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_settembre_5/roma-proteste-pastori-1703701356597.shtml

Ora la cosa è già abbastanza grave di suo che poi ci sia lo zampino dello stato…..

Ma che cosa è la Simest ??

Simest sta per “Società Italiana per le Imprese all’ Estero”, da quello che si capisce dal sito istituzionale è una sorta di finanziaria pubblica che tramite “project financing” permette alle aziende italiane di investire all’estero, inutile sottolineare il fatto che per “estero” si intendono nella maggior parte dei casi paesi dove il lavoro “costa meno”.

Tralasciamo ogni considerazione superflua, ma perchè lo stato dovrebbe finanziare una società che anzichè portare lavoro in Italia (considerando l’attuale congiuntura economica), porta le imprese italiane fuori ??? Mistero !!!

Ma la coincidenza ancora più strana è una singolare “omonimia”.

Nel C.d.a. Di Simest http://www.simest.it/frameset.asp compare come Presidente il sig. Giancarlo Lanna e fin qui nulla di strano.

Se però andiamo al sito di fare futuro la fondazione di Gianfranco Fini scopriamo esserci un Giancarlo Lanna nel consiglio di fondazione

http://www.farefuturofondazione.it/ff/page.asp?Cat=statica&pag=Organigramma&IdMenu2=75&IdMenu=77

certo, uno strano caso di omonimia, se si considera che Adolfo Urso altro finiano di ferro, sia sottosegretario con delega al Commercio Estero.

Certo, possono essere delle semplici congetture, ma a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre……

Già alcuni giornali avevano evidenziato una certa “prossimità” dell’ambiente finiano con talune influenti categorie economiche a cominciare dal Poligrafico per poi passare all’ Eni e ad alcune simpatie montezemoliane.

Se non si conoscesse il passato di Fini verrebbe da pensare che tali individui abbiano costruito le loro fortune grazie all’appoggio politico….. ma mi dicono che la prima repubblica (forse) è finita da un pezzo.

E’ lecito allora pensare il contrario ? Ovvero che talune forze economiche abbiano di fatto “adottato” il Presidente della Camera ?

Non si sta qui ad ipotizzare improbabili complotti massonici …….. ma di strane coincidenze ve ne sono molte …..

Sicuro è che la “Pecorella Fini” tutto è fuorchè smarrita. ( e gli allevatori ci rimettono).

Caro Bersani ti scrivo


di Alessio Papi

 

Leader del PD
Caro Bersani

Caro Bersani, tutto sommato mi sei simpatico.

Non starò qui a blaterare, come hanno fatto i “dotti” lacchè del centro-destra, sul presunto fallimento della manifestazione viola (a proposito il viola porta sfiga).

Per ore si potrebbe disquisire sul valzer di cifre tra i numeri della questura ed i numeri degli organizzatori, insomma il classico 25000 secondo gli organizzatori, 25 secondo la questura.

Per motivi ovviamente diversi (purtroppo o per fortuna non sono mai riuscito a votare a sinistra), mi trovavo sabato a Piazza del Popolo, e devo dire che quello che ho visto non mi è piaciuto.

Ho visto una sinistra incoerente, abbaiosa, poco credibile, accomunata dall’unico denominatore comune …. l’anti-berlusconismo.

Non è che stia dicendo una cosa particolarmente intelligente ne tanto meno nuova, ,ma visto da destra vorrei fare alcune considerazioni.

Anzitutto l’anti-berlusconismo, non è funzionale al PD, ma anzi, rafforza proprio colui che si cerca di demolire .

Un tranello becero nel quale ti sei caduto con tutte le scarpe.

Ma la cosa che mi ha messo più in apprensione è vedere le scimmie urlatrici del Tonino nazionale andare a braccetto con gli spacca-vetrine dell’ultra sinistra.

Perchè dico ciò ?

Di Pietro ha fondato tutto il suo consenso sul tranello di cui sopra, racimolando consensi anche tra gli scalmanati dell’ultra sinistra (spesso extraparlamentare), che non avendo più riferimenti istituzionali (gruppi politici trombati dallo sbarramento, che in qualche maniera ne garantivano anche il sostegno economico), sono diventati la “manovalanza organizzativa” dell’ invincibile giustizialista.

Domanda, che c’azzecca questa gente con il PD ?

Credo poco o nulla, come nulla c’entrano i più grandi bugiardi della politica italiana.

Quei Radicali che predicano male e razzolano anche peggio (Radio Radicale è finanziata con soldi pubblici), che a sentirli parlare sembrano milioni (si di euro), ma non riescono ad entrare neanche in parlamento (ma si sa la colpa è dei Tg).

Da cittadino vorrei una opposizione che sapesse proporre una alternativa democratica che espletasse la sua funzione di controllo, una opposizione che fosse “per qualcosa” e non “contro qualcuno”.

Vorrei una sinistra che abbia delle idee concrete ed alternative alla destra, che sappia confrontarsi su temi quali famiglia, economia, società proponendo un modo (ed un ruolo) alternativo del “fare politica”.

Caro Bersani, mi sei simpatico e mi ricordi il Ferrini (quello dei pedalò per capirsi), del Drive-In di qualche anno fa …….

Non è mia intenzione darti un consiglio…. ma al contrario vorrei chiederti di alimentare una speranza.

Quella di cambiare il Pd e questa opposizione, perchè per me, che non sono un tuo elettore, è l’unica speranza di un centro -destra migliore.