La Destra deve osare.


dmaking ani Alessio Papi

Vent’anni di berlusconismo (e non di Berlusconi) hanno fatto tanti danni,  non solo dal punto di vista sociale (almeno così dicono i radical-chic) e politico ma anche dal punto di vista partitico e scusate il gioco di parole.
Gianfranco Fini  certo ha dato una bella botta alla destra ma non ne è stato l’unico carnefice.
Fa sorridere che coloro che in Alleanza Nazionale si dichiaravano “duri e puri”,  la destra post-fascista tanto a destra da essere alla sinistra di Bertinotti (teoria degli opposti estremismi), oggi gozzovigliano allegramente in quel partito chiamato Nuovo Centrodestra che oltre a reggere il moccolo ad un improbabile governo ha un logo e nome da società di servizio limousine (per essere gentile) .
Costoro hanno dei nomi, si chiamano Augello, Piso, Saltamartini, personaggi che oggi vanno a braccetto con la peggior feccia politica, quei democristiani di serie B che per anni hanno additato a “male assoluto”.
Il resto della diaspora non è messa meglio.
Fratelli d’Italia sembra un circo di periferia, con attori improbabili e male assortiti, un frullato tra settarismo, identitarismo ed imprecisato liberismo, dove l’imprenditore di razza è costretto a convivere con l’amico di Ligresti e la zarina convinta che l’Italia non sia altro che una Garbatella un po’ più grande.
Il resto è puro folklore, un gruppo di dinosauri in via di estinzione a causa della scarsità di risorse.
Non è un caso che la Le Pen nell’ottica di un grande movimento europeo  abbia dovuto guardare alla Lega  come interlocutore (il che mette profonda tristezza).
Cosa è mancato in questi anni?
Se da una parte l’asservimento (idiota) a Berlusconi ha di fatto snaturato un’area, dall’altra parte nessuno ha saputo mantenere una identità  o cavalcare (anche in maniera utilitaristica) un malessere che aleggiava nell’aria (oggi esploso con i forconi),  il tutto non per timidezza ma semplicemente per incapacità o pura convenienza.
I temi “storici” di una “certa destra”  lavoro, economia, immigrazione, europa  e società da una parte sono stati completamente abbandonati,  dall’altra se ne è parlato in maniera errata con un linguaggio becero e fuori dal tempo con i risultati che (purtroppo) tutti conosciamo.
Una empasse che neanche gli “intellettuali” hanno saputo o hanno provato a superare, costretti a mediare e moderare le loro idee  per  non urtare il politicante di turno che in qualche maniera gli garantisse il piatto di minestra.
Manca la misura, “l’autore”,  un personaggio autorevole e presentabile che riesca in qualche maniera a rinnovare e a far convergere una consistente fetta di elettorato che indipendentemente dal simbolo è data tra il 16 ed il 18 %.
Occorre un linguaggio nuovo, la politica dei proclami e degli slogan non affascina più, la gente ha problemi reali e chiede delle risposte programmatiche concrete a volte populiste, al limite del grillismo.
E’ inutile negarlo, molti dei temi “forti” del movimento 5 stelle sono argomenti che prima ancora di Alleanza Nazionale erano nell’agenda del M.S.I. , quando esisteva una destra non annacquata dal pudico (si fa per dire) prefisso “centro”.
Siamo in un’epoca di radicalizzazione, in un momento di piena crisi politica, economica e morale, dove una “casta” trasversale che va dalla finanza alla stampa, ai funzionari di partito vuole mantenere lo “status quo” con ogni mezzo, sovvertendo le regole democratiche anche mediante un governo (quello Letta), che di fatto non ha votato nessuno.
Non è un caso che ognuna delle categorie sopracitate cerchi di sminuire quanto sta accadendo nel nostro paese in questi  giorni.
Ognuna è spaventata perché sa che alla prima crepa si avvierebbe l’effetto domino sulle altre rompendo quell’equilibrio che le ha rimpinguate fino ad oggi.
La Leader della destra francese lo ha capito benissimo, è sa sfruttare al meglio le proprie peculiarità.
Anzitutto è una donna, per di più colta ed elegante, caratteristiche difficilmente riscontrabili nell’attuale classe politica italiana.
Ha saputo far leva sulla sensibilità e le problematiche dei francesi (mentre da noi si litiga ancora sull’imu e l’immunità a mr. B), con un linguaggio nuovo che da una parte ha sedotto, dall’altro ha rilanciato l’orgoglio nazionale attraverso tematiche sentite e di attualità infischiandosene di benpensanti e campagne stampa avverse.
“Ha osato” senza mai scadere,  è riuscita dove aveva fallito anche l’illustre genitore.
Noi Italiani differenza dei cugini d’oltralpe (ma soprattutto i politici) “teniamo famiglia” e di conseguenza, preferiamo la sicurezza ed il confort di una poltroncina (o addirittura un di umile sgabello), alla creazione di un ipotetico consenso, quanti pseudo leader di destra non appartengono alla casta?
Costoro (come il nuovo idolo della sinistra Renzi) appartengono alla  stessa specie  che dicono di voler cancellare …. È evidente che qualcosa non torna o quantomeno c’è un problema di congruenza.
Farne oggi un problema di nome o di simbolo è un esercizio più per disonesti  che per ingenui,  sarebbe come pensare di migliorare un vino scadente semplicemente applicando una etichetta prestigiosa.
E’ una questione di contenuto e di personaggi.
Coloro che hanno avuto un ruolo(anche marginale) nella politica degli ultimi 20 anni sono anche quelli che questa situazione l’hanno creata e quindi, sono parte del problema e non della soluzione.
Bisogna tornare ad osare, volare alti fregandosene, se necessario, anche dei possibili equilibri di ipotetiche coalizioni elettorali.
Che la destra sia tale e nuova,  e non la fotocopia scolorita di una tessera di Alleanza Nazionale.

Tra Amarcord e Attualità


Tra Amarcord e Attualità
Tra Amarcord e Attualità

 

di Alessio Papi

 

L’Italia è allo sbando, il Parlamento grazie anche ad un Presidente della Repubblica del quale risulta difficile anche pronunciarne il nome, sembra una visone onirica di felliniana memoria con il suo surreale contorno di nani, ballerine ed esotici animali urlanti.

Il Pd+l e il Pd-l sembrano diventati la caricatura di se stessi, ed i grillini sembrano messi lì più per folklore che per risultato elettorale.

Lo stesso dibattito sulla decadenza di Mr. B sembra frutto della sceneggiatura di un film costruito ad arte (con l’onnipresente corollario di spread ,instabilità ed Europa) per consentire agli attori della farsa “grande coalizione” di sopravvivere alla loro stessa incapacità.

Venti anni di Berlusconi (al quale molti intimi hanno suggerito di farsi da parte), o meglio di berlusconismo (il vero male) ha cambiato il volto politico di questo paese, una sorta di virus che ha contagiato indistintamente tutto l’arco costituzionale.

Ricordo la politica pre-Berlusconi, e ricordo come intorno a casa mia (un quartiere semicentrale di Roma) esistessero nel raggio di 500 metri almeno 3 “sezioni” di partito (Dc – Msi poi An – Pc poi PDS).

Indipendentemente dal colore politico avevano alcune caratteristiche comuni.

Erano il luogo dove i pensionati andavano a giocare a carte, gli studenti vi si ritrovavano dopo scuola, i meno abbienti potevano trovare un supporto o una consulenza legale, burocratica o fiscale in maniera totalmente gratuita, e dove (ovviamente) si parlava di politica e territorio.

C’erano i manifesti scritti a mano attaccati di notte di fronte (o sopra) le serrande del partito avversario, c’erano le occupazioni dei consigli delle allora “circoscrizioni”, c’erano le feste ed i comizi in piazza.

Le elezioni del ’94 grazie alla novità della legge elettorale maggioritaria, furono l’apoteosi della partecipazione civile.

Strade divise in fazioni, manifesti elettorali nelle vetrine dei negozi , piazze mezze blu e mezze rosse, i candidati che prendevano il the nelle case con comitive di anziani.

Ebbi la fortuna di avere come candidato nel collegio elettorale un uomo che in ogni piazza riusciva a spostare voti ed ovviamente fu eletto.

Era Francesco Storace.

Berlusconi era l’uomo che riempiva le piazze, un uomo molto diverso da quello che nel 2005 minacciò la crisi di governo se non approvata la riforma elettorale proporzionale (Calderoli – porcellum), avallata poi da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e Lega Nord.

Fu l’inizio dello scadimento della politica, le sezioni cominciarono a svuotarsi fino a chiudere, in parlamento arrivarono emeriti sconosciuti spesso dalle qualità più orali che politiche (nell’eccezione più ampia del termine), si annientò tutto quello che nel bene e nel male aveva caratterizzato la partecipazione politica dal dopoguerra.

Un sistema che in qualche maniera  ha sedotto tutti i (presunti) leader allontanando sempre più i cittadini da quella che oggi è diventata senza dubbio una vera e propria “casta”.

Perché dover investire sui territori, pagare affitti di sezioni, organizzare feste se una comparsata a Porta a Porta o Ballarò è gratis ?

Che senso ha confrontarsi con i territori se tanto sono i segretari di partito a decidere gli yesman da mettere in lista ?

Questa è la vera essenza del berlusconismo, un male (non incurabile) che ha creato le Minetti, le Polverini, le Boldrini, i Colaninno Jr. , i Scalfarotto, i Bray, e che continuando l’elenco, potrebbe includere tre quarti del parlamento.

Il berlusconismo è riuscito (se così si può dire) dove strategia della tensione, terrorismo e servizi deviati hanno fallito.

Questo governo sa che se cadrà sarà spazzata via una intera classe politica, ma nonostante ciò per disintossicarsi serviranno ancora tanti (troppi) anni.

 

 

La politica delle contraddizioni


lavaitaliadi Alessio Papi

Fermate la centrifuga sembra di essere in una lavatrice.

Casaleggio, massoni, le basi naziste sulla luna, gli illuminati il nuovo ordine mondiale.

In un momento in cui si dovrebbe discutere di “alta cucina” politica si inseguono le “teorie del gomblotto” (la scrittura è voluta) nel vano tentativo di distrarre cittadini ed elettori dalle proprie responsabilità.

Le ultime vicende dimostrano che ormai il problema non è ideologico ma intellettuale.

Le cose sono due ho abbiamo una classe politica che difetta in neuroni, o la batosta elettorale ha bruciato l’ultimo quantitativo di materia grigia in circolazione.

L’esagerato attacco a Battiato per una battuta di cattivo gusto ne è l’esempio più lampante.

Personalmente non ci ho trovato nulla di particolarmente grave.

Il cantante siciliano (una volta idolo della destra)  è persona troppo colta per utilizzare l’aggettivo “troie” nei confronti delle donne, bastava riascoltare l’intervento per rendersi conto che l’apostrofatura era riferita alla classe politica in generale , ad un parlamento vizioso e non virtuoso.

Il prestigio di un istituzione non si basa sull’istituzione stessa ma su i suoi componenti.

D’altronde se si esclude qualche “new entry” il parlamento di oggi (tanto a destra che a sinistra) è lo stesso che ha votato la fiducia a Monti (complice il Presidente della Repubblica) con la scusa “dell’interesse nazionale” (o della poltrona), ed oggi lo addita come  “lo scemo del villaggio globale”.

In questo quadretto tragicomico mancavano solo gli internauti onanisti… ma abbiamo rimediato facendoli diventare parlamentari.

Non mi occupo della politica altrui, ma quello che vedo in casa non mi sta piacendo, se non si cambia si è destinati a scomparire dal panorama istituzionale .

Un torcicollo non meglio precisato obbliga (non ne capisco il motivo) a guardare a destra ignorando le grandi praterie del centro.

Una certa destra porta in se un patrimonio politico e valoriale che rischia di perdere, coadiuvato da una situazione giudiziaria di questi tempi difficilmente riscontrabile altrove, e non mi sembra poco.

Spero di sbagliarmi ma vedo  una brutta tendenza alla chiusura , al mantenimento e alla difesa di posizioni obsolete se non capziose.

Necessitiamo di forze fresche e nuove energie, nuove argomentazioni, un movimento o un partito aperto che sappia dialogare con un elettorato potenziale il più ampio possibile.

Il pedigree non ci manca, ma viviamo troppe contraddizioni.

Ma forse è la politica tutta ad essere contraddittoria e confusa in questo periodo.

Pigiamo il pulsante del lavaggio delicato.

Cinque Stelle ? L’antipolitica fatta da politicanti.


Stesse Radici

di Alessio Papi.

 

Potrebbe sembrare un paradosso, ed apparentemente lo è .

Pensare che chi cavalca l’onda dell’antipolitica sia un prodotto esso stesso di questi politicanti mette i brividi.

Che Beppe Grillo sia il l’insultatore urlante di un movimento nel quale non esiste democrazia, questo lo sanno anche i muri, ma cosa è il movimento cinque stelle, ma soprattutto chi c’è nel movimento cinque stelle questo è ignoto ai più.

Perché affermare che è un   “prodotto dei politicanti” ?

Chi c’era alle manifestazioni del movimento del Grillo nazionale già lo avevo scritto in pezzo di qualche tempo fa , ma chi sono i candidati?.

Nelle amministrazioni locali il movimento ha candidato persone della più vasta estrazione politica, persone comuni “spinte dal basso” (così vogliono sentirsi dire) , ma che in qualche modo avevano già avuto esperienze fallimentari (non per forza elettive) nei partiti tradizionali , che per incapacità o improponibilità li avevano messi all’angolo.

Ecco il “grande bluff” del Movimento 5 Stelle.

Candidare dei frustrati che sperano di beccare il “treno giusto” facendoli eleggere dall’elettorato “non convenzionale” (ovvero quello che ha abbandonato i movimenti classici), fatto di incazzati, disillusi, anarco – scontenti, qualunquisti, e perenni infelici.

Certo, i partiti tradizionali ci mettono del “loro” per far votare i grillini, ma certamente la cura non è migliore del male.

Lo dimostra il fatto che in nessuna amministrazione “grillina” si è riuscita a creare la minima forma di governo.

I “nostri” grandi leader di partito Bersani per primo, si interroghino su questo, magari andando a spulciare le liste dei candidati proprio nella “sua” Emilia.

Potrebbe rimanerne molto sorpreso…

Meglio Fassista che Zombie.


Fassista
Tutti Fassisti ?

di Alessio Papi.

 

Un vecchio adagio recita “chi la fa l’aspetti” ma Bersani sembra ignorare le basi della cultura popolare.

Ha dato del “Fassista” (ammesso che sia un’offesa), a Beppe Grillo per i toni accesi usati contro di lui.

Due pesi e due misure, in un doppiopesismo tipicamente sinistro.

Bersani si dimentica quando i comici e i giornalai suoi accoliti apostrofavano Silvio Berlusconi (per altro Presidente del Consiglio), con nomignoli come “trombolo”, “psiconano”, “priapo” e chi più ne ha più ne metta.

Fassista semmai sarà il segretario del Pd che nonostante tutto impedisce qualsiasi confronto democratico all’interno del partito pur di mantenere la poltrona.

Dovrebbero essere gli elettori di sinistra ad insultare il loro segretario, facendosi magari spiegare perché il Pd continua a mantenere in vita un governo di banchieri e presunti massoni.

L’insulto vale solo quando è politicamente allineato, se viene da sinistra è “una colorita espressione di disapprovazione”, se lo fanno altri si è “fassisti”.

Se il web è di sinistra è “la massima espressione della democrazia orizzontale e dell’informazione libera”, se svela le schizzofrenie della sinistra è un pericoloso strumento di “propaganda fassista”.

Una doppiezza inquietante di togliattiana memoria…..

Loro sono sempre nel giusto… gli altri sbagliano.

Un “fassista” è vivo ha delle idee, le porta avanti, combatte, uno zombie è un “non morto” non ha emozioni, non ha idee, si muove senza un perché, semplicemente per saziare i suoi istinti primordiali, cessa di muoversi  quando viene decapitato.

Una metafora della sinistra ….

Meglio “fassista” che zombie.

Vengono da Marte .


Vengono da Marte
Vengono da Marte

di Alessio Papi.

Ebbene si sono convinto, siamo governati da marziani, anzi (peggio) abbiamo una classe politica composta da alieni  per di più ignoranti.

La riflessione nasce dal “fenomeno Grillo”, che mi ricorda pressantemente studi universitari passati.

Ricordo di aver studiato un Grillo ante-litteram che ebbe un notevole successo elettorale nell’immediato dopoguerra.

Ai tempi il clima psicologico nei confronti della politica era abbastanza simile all’attuale.

Giannini con un’abile opera propagandistica e “qualunquista” (il movimento si chiamò appunto Uomo Qualunque), raggiunse il 6 % dei consensi ma il movimento si dissolse in breve nelle elezioni successive non riuscendo mai ad avere una caratterizzazione ed una struttura tale da poter fornire risposte programmatiche ed amministrative.

Sinceramente credo che Grillo abbia studiato molto bene il fenomeno e molto intelligentemente sia riuscito a sfruttare le potenzialità di internet risparmiandosi anche i soldi di inutili cene elettorali.

Ma Grillo è il prodotto degli attuali politicanti, una loro creazione.

Abbiamo una classe politica completamente ignorante e staccata dalla realtà delle cose, dal quotidiano vivere di noi comuni mortali.

Tanto a destra quanto a sinistra abbiamo dei politici (o presunti tali) che utilizzano la loro posizione per interessi personali, personaggi squallidi che non sanno neanche loro come spiegarsi l’arrivo in parlamento.

Gente che è convinta di poterci prendere per i fondelli con le teorie stragiste come negli anni ’80, senza rendersi conto che siamo nell’era di facebook internet e blog vari…. all’epoca esisteva solo il tg 1 (chi vuol intendere intenda).

Angelino Alfano il segretario del più grande partito di centro-destra è arrivato a dichiarare  che è necessario cercare un’alleanza con gli uomini di Beppe Grillo.

Ho avuto modo di frequentare alcune manifestazioni dei “grillini” , per me è stato un po’ come tornare bambino quando mio nonno mi portava allo zoo a dare le noccioline alle  scimmie.

Ho visto una umanità varia, composta da disoccupati, frustrati tout-court, guevaristi traditi dalla sinistra, incazzati h24, e frikkettoni demode’.

Immaginatevi la scena ….. Convention del Pdl …. in prima fila onorevoli vari e qualche amministratore locale….. in seconda cumenda, signore ingioiellate dal lifting malmesso, aspiranti veline, porno-segretarie e igieniste dentali…. In terza fila gli ex An, gente di valore, duri e puri che cercano di celare i conati di vomito con un  sorriso di circostanza… ed infine loro ….. la speranza della nuova Italia …. quegli anarco-sfigati dei grillini.   

Oddio ! sembra la sceneggiatura  di un b-movie di fantascienza anni ’70.

Si decisamente …..

Essi vengono da Marte.