Tra Amarcord e Attualità


Tra Amarcord e Attualità
Tra Amarcord e Attualità

 

di Alessio Papi

 

L’Italia è allo sbando, il Parlamento grazie anche ad un Presidente della Repubblica del quale risulta difficile anche pronunciarne il nome, sembra una visone onirica di felliniana memoria con il suo surreale contorno di nani, ballerine ed esotici animali urlanti.

Il Pd+l e il Pd-l sembrano diventati la caricatura di se stessi, ed i grillini sembrano messi lì più per folklore che per risultato elettorale.

Lo stesso dibattito sulla decadenza di Mr. B sembra frutto della sceneggiatura di un film costruito ad arte (con l’onnipresente corollario di spread ,instabilità ed Europa) per consentire agli attori della farsa “grande coalizione” di sopravvivere alla loro stessa incapacità.

Venti anni di Berlusconi (al quale molti intimi hanno suggerito di farsi da parte), o meglio di berlusconismo (il vero male) ha cambiato il volto politico di questo paese, una sorta di virus che ha contagiato indistintamente tutto l’arco costituzionale.

Ricordo la politica pre-Berlusconi, e ricordo come intorno a casa mia (un quartiere semicentrale di Roma) esistessero nel raggio di 500 metri almeno 3 “sezioni” di partito (Dc – Msi poi An – Pc poi PDS).

Indipendentemente dal colore politico avevano alcune caratteristiche comuni.

Erano il luogo dove i pensionati andavano a giocare a carte, gli studenti vi si ritrovavano dopo scuola, i meno abbienti potevano trovare un supporto o una consulenza legale, burocratica o fiscale in maniera totalmente gratuita, e dove (ovviamente) si parlava di politica e territorio.

C’erano i manifesti scritti a mano attaccati di notte di fronte (o sopra) le serrande del partito avversario, c’erano le occupazioni dei consigli delle allora “circoscrizioni”, c’erano le feste ed i comizi in piazza.

Le elezioni del ’94 grazie alla novità della legge elettorale maggioritaria, furono l’apoteosi della partecipazione civile.

Strade divise in fazioni, manifesti elettorali nelle vetrine dei negozi , piazze mezze blu e mezze rosse, i candidati che prendevano il the nelle case con comitive di anziani.

Ebbi la fortuna di avere come candidato nel collegio elettorale un uomo che in ogni piazza riusciva a spostare voti ed ovviamente fu eletto.

Era Francesco Storace.

Berlusconi era l’uomo che riempiva le piazze, un uomo molto diverso da quello che nel 2005 minacciò la crisi di governo se non approvata la riforma elettorale proporzionale (Calderoli – porcellum), avallata poi da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e Lega Nord.

Fu l’inizio dello scadimento della politica, le sezioni cominciarono a svuotarsi fino a chiudere, in parlamento arrivarono emeriti sconosciuti spesso dalle qualità più orali che politiche (nell’eccezione più ampia del termine), si annientò tutto quello che nel bene e nel male aveva caratterizzato la partecipazione politica dal dopoguerra.

Un sistema che in qualche maniera  ha sedotto tutti i (presunti) leader allontanando sempre più i cittadini da quella che oggi è diventata senza dubbio una vera e propria “casta”.

Perché dover investire sui territori, pagare affitti di sezioni, organizzare feste se una comparsata a Porta a Porta o Ballarò è gratis ?

Che senso ha confrontarsi con i territori se tanto sono i segretari di partito a decidere gli yesman da mettere in lista ?

Questa è la vera essenza del berlusconismo, un male (non incurabile) che ha creato le Minetti, le Polverini, le Boldrini, i Colaninno Jr. , i Scalfarotto, i Bray, e che continuando l’elenco, potrebbe includere tre quarti del parlamento.

Il berlusconismo è riuscito (se così si può dire) dove strategia della tensione, terrorismo e servizi deviati hanno fallito.

Questo governo sa che se cadrà sarà spazzata via una intera classe politica, ma nonostante ciò per disintossicarsi serviranno ancora tanti (troppi) anni.

 

 

Annunci

Viva l’ I-taglia !


Lega Magnona
Lega Magnona

di Alessio Papi

In un periodo di crisi e deficit come quello che stiamo vivendo andrebbero messi da parte personalismi e localismi, ma si sa non siamo tedeschi.

Basta vedere di  cosa é stata capace la Germania nel periodo post-riunificazione per rendersene conto.

L’Italia o meglio l’i-taglia (che purtroppo non è un simpatico smartphone), grazie ad un PD inesistente ed un PDL inutile, è ostaggio dei verdi barbari padani.

Già i lanzichenecchi (dal tedesco Landsknecht, “servo della terra” oscuro presagio) nel 1527 saccheggiarono Roma, dopo quasi 500 anni la storia si ripete.

Prima hanno provato con la consob , operazione fortunatamente sfumata, ora pare vogliano papparsi quel gioello del gruppo Finmeccanica dell’ Alenia (e forse ci sono riusciti).

Si perchè è stato deciso di chiudere le sedi di Roma per trasferirle in padania nei territori di governatori amici (ricordatevi la buca dei ministeri al Nord)

Ora se politicamente è comprensibile una manovra del genere , lo è meno dal punto di vista economico-strategico.

Come fa un Cda di un’ azienda che ha per interlocutori (e clienti) principali forze armate e governi ad avvallare l’allontamento degli uffici dalle sedi istituzionali ? (a Roma hanno sede tutte le ambasciate e gli organi dell’Onu).

Ogni dubbio è lecito, anche sulle capacità di “presunti manager” evidentemente nominati per quote politiche e non per reali capacità di gestione, per di più resi miopi da occhiali con lenti verdi.

E’ palese che dietro l’operazione ci sia qualcosa che non va, la percezione è che anche il mercato (Alenia è quotata in borsa), sia stato in qualche modo “colpevolmente drogato”.

Per quanto detto in precedenza l’andamento in salita delle azioni dopo l’annuncio pare quantomeno sospetto, non mi meraviglierei se i maggiori investitori dell’ultimo minuto fossero “banche padane”.

Quello che non si comprende è il ruolo di Cigl – Cisl – Uil in questa storia, nonostante l’azienda sia del comparto metalmeccanico li vedo po incisivi, e spero vivamente di sbagliarmi avendo sempre creduto nel Sindacato.

Visto che lo stato (se ancora esiste), è uno degli azionisti potrebbe e dovrebbe porre fine a questa follia insieme parti sociali, Sindaco, Governatrice del Lazio, e Presidente della Provincia.

E’ facile fare i leghisti con “il culo a Roma e il cuore in padania” ………..Lega Magnona…….

Viva L’ I-taglia !!!!