Roma è stata Violentata.


Blindato in Fiamme
Blindato in Fiamme

di Alessio Papi

Roma Sabato è stata devastata, quattro (si fa per dire), decelebrati hanno distrutto una città, con azioni violente e vuote come le loro teste.

Se materialmente quello che è successo è colpa di pochi, moralmente lo siamo tutti.

Colpevole è chi dopo i fatti di Genova ha trasformato un individuo “border-line” come Giuliani in un eroe della protesta intitolandogli

addirittura una targa (poi fortunatamente rimossa) alla Camera (uffici di Rifondazione Comunista) neanche fosse un capo

partigiano o un valoroso garibaldino.

Certo a Genova ci furono degli errori, a cominciare dalla scarsa preparazione di talune forze dell’ordine

e la presenza di armi da fuoco durante un servizio di ordine pubblico (pensate se qualche teppista avesse rubato, ed usato, la pistola di un agente).

Complici sono quei politici (che ammetto di aver votato), che hanno (almeno a parole), sempre strombazzato ai

quattro venti le parole ordine e legalità, ma che alla fine hanno approvato 60 milioni di tagli alle forze dell’ordine.

In questo Paese tutto è relativo, tutto viene messo in discussione, tutto deve essere asservito all’opinione di turno.

La forza di una Nazione (purtroppo concetto astratto per molti), nasce dall’aver valori assoluti condivisi.

Dovrebbe essere innato in ognuno di noi, in ogni cittadino il rispetto dei beni pubblici (i nostri),

il rispetto della proprietà privata, il rispetto delle istituzioni in quanto tali e non come mera emanazione politica.

Chi aggredisce un tutore dell’ordine oltre a colpire un padre ,un marito, un fratello (con tutte le caratteristiche individuali),

colpisce in primis una divisa che piaccia o non piaccia rappresenta il nostro Paese, quindi tutti noi.

E’ troppo comodo come fanno “certi politici” dare la colpa ai magistrati che “rimettono in libertà” certi delinquenti,

dimenticandosi colpevolmente di essere loro i legislatori,gli stessi che in parlamento hanno depenalizzato reati

come l’oltraggio a pubblico ufficiale.

La stessa razza di politici che a più riprese ha solidarizzato (per mero calcolo elettorale) con i centri sociali,

luoghi dove per troppo tempo si sono tollerate varie forme di illegalità, gli stessi che hanno contrastato anche fisicamente l’operato delle

forze di polizia (come recentemente avvenuto in Val di Susa).

La forza di una cultura e di una identità è direttamente proporzionale alla forza dei suoi simboli, una bandiera,

una divisa, un simbolo religioso hanno un valore intriseco (o lo dovrebbero avere) indipendentemente da chi li indossa

(lo stesso Pasolini lo aveva scritto dopo gli scontri di Valle Giulia).

E’ necessaria una grande inversione culturale in ogni schieramento.

sabato abbiamo tutti violentato Roma, abbiamo violentato la nostra storia, abbiamo violentato noi stessi.

 

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Quel Viola un po’ scolorito.


Popolo Scolorito?
Popolo Scolorito?

di Alessio Papi

La manifestazione di oggi contro la “legge bavaglio” sarebbe dovuta essere un trionfo, 5 ore di “tapiri urlanti” che inveivano contro il governo, balli canti e tanta indignazione.

Il popolo di internet per una “primavera araba” alla matriciana che però si è rivelata una completo flop.

Il “popolo internet” è una bestia strana, urla e sbraita in maniera virtuale ma alla fine è pigro, piuttosto che scendere in piazza passa la sua vita a taggare su facebook le foto di Berlusconi vestito da giullare.

I maestri dell’indignazione non hanno considerato una differenza sostanziale tra rivolte arabe e “finta” mobilitazione degli internauti.

Nei paesi arabi (tradizionalmente poco avvezzi alla libertà di pensiero) internet è stato il “mezzo” mentre da noi purtroppo/per fortuna è il fine.

L’Italia è tradizionalmente un paese di lamentosi, insoddisfatti e partigiani, tutti pronti a urlare, insultare e gridare il proprio disprezzo per qualcosa o per qualcuno ma quando è ora di fare proposte alternative , cercando di costruire qualcosa c’è l’ empasse, perchè ci è endemicamente impossibile realizzare qualcosa che possa andar bene ai più.

Siamo un paese dove purtroppo comandano le lobby, dove l’interesse del singolo (di tutti i colori politici) prevale sulla collettività.

Sarebbe troppo facile dare la colpa solo alla politica bisognerebbe, anzichè piangere cercando invano l’untore della crisi, guardare con un minimo di umiltà ai nostri “antipatici” vicini tedeschi, apprenderemmo il significato di “bene pubblico” e “socialità”……. la recessione farebbe meno paura.

Caro Bersani ti scrivo


di Alessio Papi

 

Leader del PD
Caro Bersani

Caro Bersani, tutto sommato mi sei simpatico.

Non starò qui a blaterare, come hanno fatto i “dotti” lacchè del centro-destra, sul presunto fallimento della manifestazione viola (a proposito il viola porta sfiga).

Per ore si potrebbe disquisire sul valzer di cifre tra i numeri della questura ed i numeri degli organizzatori, insomma il classico 25000 secondo gli organizzatori, 25 secondo la questura.

Per motivi ovviamente diversi (purtroppo o per fortuna non sono mai riuscito a votare a sinistra), mi trovavo sabato a Piazza del Popolo, e devo dire che quello che ho visto non mi è piaciuto.

Ho visto una sinistra incoerente, abbaiosa, poco credibile, accomunata dall’unico denominatore comune …. l’anti-berlusconismo.

Non è che stia dicendo una cosa particolarmente intelligente ne tanto meno nuova, ,ma visto da destra vorrei fare alcune considerazioni.

Anzitutto l’anti-berlusconismo, non è funzionale al PD, ma anzi, rafforza proprio colui che si cerca di demolire .

Un tranello becero nel quale ti sei caduto con tutte le scarpe.

Ma la cosa che mi ha messo più in apprensione è vedere le scimmie urlatrici del Tonino nazionale andare a braccetto con gli spacca-vetrine dell’ultra sinistra.

Perchè dico ciò ?

Di Pietro ha fondato tutto il suo consenso sul tranello di cui sopra, racimolando consensi anche tra gli scalmanati dell’ultra sinistra (spesso extraparlamentare), che non avendo più riferimenti istituzionali (gruppi politici trombati dallo sbarramento, che in qualche maniera ne garantivano anche il sostegno economico), sono diventati la “manovalanza organizzativa” dell’ invincibile giustizialista.

Domanda, che c’azzecca questa gente con il PD ?

Credo poco o nulla, come nulla c’entrano i più grandi bugiardi della politica italiana.

Quei Radicali che predicano male e razzolano anche peggio (Radio Radicale è finanziata con soldi pubblici), che a sentirli parlare sembrano milioni (si di euro), ma non riescono ad entrare neanche in parlamento (ma si sa la colpa è dei Tg).

Da cittadino vorrei una opposizione che sapesse proporre una alternativa democratica che espletasse la sua funzione di controllo, una opposizione che fosse “per qualcosa” e non “contro qualcuno”.

Vorrei una sinistra che abbia delle idee concrete ed alternative alla destra, che sappia confrontarsi su temi quali famiglia, economia, società proponendo un modo (ed un ruolo) alternativo del “fare politica”.

Caro Bersani, mi sei simpatico e mi ricordi il Ferrini (quello dei pedalò per capirsi), del Drive-In di qualche anno fa …….

Non è mia intenzione darti un consiglio…. ma al contrario vorrei chiederti di alimentare una speranza.

Quella di cambiare il Pd e questa opposizione, perchè per me, che non sono un tuo elettore, è l’unica speranza di un centro -destra migliore.