Siamo tutti Burtone ?


Siamo tutti Burtone ?
Se ci fossimo stati Noi ?

di Alessio Papi

 

 

Ho meditato a lungo se scrivere o meno questo pezzo, certo l’argomento è delicato, ma poi davanti a quanto hanno scritto i giornali e dopo le dichiarazioni di alcuni politici
(sindaco Alemanno compreso), ho sentito questa volta la necessità di sfogarmi piuttosto che esprimere un’opinione.
Mi riferisco alla vicenda dell’Anagnina, dove ho visto tanta, anzi troppa, ipocrisia e una buona dose di malafede.
Nessuno si è soffermato ad analizzare la situazione, l’humus sociale, in cui è nata e si consumatala tragedia.
Qui nessuno vuole scrivere la difesa di Alessio Burtone, che a mio giudizio ha fatto una grossa cazzata dovuta alla giovane età ed ad un “temperamento pasoliniano” (per usare un termine colto).
Alessio Burtone spaventa perchè è un “prodotto” della nostra società, “un mostro” che potrebbe essere dentro
ognuno di noi, nostro figlio, nostro fratello, mio nipote.
Se “la romena” fosse stato “un romeno” e mi avesse provocato, anche io sarei potuto diventare Alessio Burtone (omonimie a parte)!
Ovviamente la mia è una pura provocazione, ma vorrei indurre a riflettere coloro che vogliono intitolare vie e piazze a chicchessia e che pontificano dai loro appartamentoni a Prati, ai Parioli o alla Balduina.
Ma costoro hanno mai girato realmente per Roma ?
Si sono mai fatti a piedi la Casilina che sembra diventata una succursale dello Sri-Lanka, o sono mai entrati nei palazzoni del tuscolano dove proprietari senza scrupoli hanno affittato alla comunità romena intere scale ??
La risposta è ovvia……
Quartieri dove i giovani passano le giornate sulle panchine fumando una sigaretta dopo l’altra senza prospettive, senza stimoli culturali,  che vivono emozioni e sentimenti virtuali rincoglioniti dal Grande Fratello, che vedono “minacciato” il “proprio territorio” il “proprio quartiere” dai nuovi arrivati, che troppo spesso si comportano da “padroni a casa degli altri”.
La crisi economica di questi anni ha per di più aggravato le situazioni di “disagio sociale” e l’insofferenza verso gli “esterni”,  è un fenomeno tutto europeo, dove i movimenti xenofobi stanno crescendo proprio nelle periferie delle grandi città.
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-10-19/sugli-immigrati-europa-perde-063813.shtml?uuid=AYgYRebC&fromSearch
Potete far finta di niente e rimanere chiusi nei vostri appartamentoni in centro aspettando che la marea prima o poi vi travolga, oppure fare come la Merkel, che ha dovuto riconoscere il “fallimento del modello multiculturale” e sta cercando di “rimediare”.
La statistica non ha colore politico, non è un caso che “determinati reati” corrispondano a “determinate etnie” e che siano il prodotto di una certa cultura e della storia di alcuni paesi.
Finiamola con il luogo comune che gli immigrati sono tutti uguali e che delinquono nello stesso modo e nella stessa percentuale degli italiani….. primo perchè noi siamo a casa nostra e abbiamo già i nostri delinquenti, secondo (cosa ancora più grave),  si farebbe un torto alle migliaia di amici filippini,sud-americani,Nord-Africani etc. etc. che quotidianamente aiutano il nostro paese.
Caro Sindaco, Mamma Roma è satura, prendiamo esempio e proviamo ad imparare da chi in Europa il problema cerca di affrontarlo da tempo.
Accetti un consiglio….. per il futuro eviti i viaggi a Bucarest per compiacere qualche imprenditore amico, e si faccia qualche passeggiata in periferia….. forse siamo tutti Burtone, forse la sua “coglionaggine” gli ha permesso di fare ciò che molti  vorrebbero ma non lo fanno, più per vigliaccheria che per convinzione. La stessa vigliaccheria che ha lasciato una donna per terra senza soccorsi, la stessa vigliaccheria (a tutti i livelli) che ha permesso tutto ciò che è accaduto.

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Se Fini fa la pecorella ci rimettono gli allevatori.


  Di Alessio Papi

Che c'azzecca ?
Fini Pecorella Smarrita ?

 Che c’azzecca Fini con gli allevatori ?

Apparentemente nulla, però ci sono una serie di inquietanti coincidenze che forse andrebbero spiegate.

Non so per quale irrazionale impulso, ma il sottoscritto ha da sempre avuto una spiccata simpatia per la coldiretti forse retaggio dei miei avi romagnoli.

Gli allevatori, ed in particolare i pastori sardi, hanno lanciato un grido di allarme ed una pesante accusa.

Lo stato italiano tramite una società chiamata “Simest” che è azionista di caseifici all’estero produce pecorino in Romania spacciandolo per made in Italy.

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_settembre_5/roma-proteste-pastori-1703701356597.shtml

Ora la cosa è già abbastanza grave di suo che poi ci sia lo zampino dello stato…..

Ma che cosa è la Simest ??

Simest sta per “Società Italiana per le Imprese all’ Estero”, da quello che si capisce dal sito istituzionale è una sorta di finanziaria pubblica che tramite “project financing” permette alle aziende italiane di investire all’estero, inutile sottolineare il fatto che per “estero” si intendono nella maggior parte dei casi paesi dove il lavoro “costa meno”.

Tralasciamo ogni considerazione superflua, ma perchè lo stato dovrebbe finanziare una società che anzichè portare lavoro in Italia (considerando l’attuale congiuntura economica), porta le imprese italiane fuori ??? Mistero !!!

Ma la coincidenza ancora più strana è una singolare “omonimia”.

Nel C.d.a. Di Simest http://www.simest.it/frameset.asp compare come Presidente il sig. Giancarlo Lanna e fin qui nulla di strano.

Se però andiamo al sito di fare futuro la fondazione di Gianfranco Fini scopriamo esserci un Giancarlo Lanna nel consiglio di fondazione

http://www.farefuturofondazione.it/ff/page.asp?Cat=statica&pag=Organigramma&IdMenu2=75&IdMenu=77

certo, uno strano caso di omonimia, se si considera che Adolfo Urso altro finiano di ferro, sia sottosegretario con delega al Commercio Estero.

Certo, possono essere delle semplici congetture, ma a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre……

Già alcuni giornali avevano evidenziato una certa “prossimità” dell’ambiente finiano con talune influenti categorie economiche a cominciare dal Poligrafico per poi passare all’ Eni e ad alcune simpatie montezemoliane.

Se non si conoscesse il passato di Fini verrebbe da pensare che tali individui abbiano costruito le loro fortune grazie all’appoggio politico….. ma mi dicono che la prima repubblica (forse) è finita da un pezzo.

E’ lecito allora pensare il contrario ? Ovvero che talune forze economiche abbiano di fatto “adottato” il Presidente della Camera ?

Non si sta qui ad ipotizzare improbabili complotti massonici …….. ma di strane coincidenze ve ne sono molte …..

Sicuro è che la “Pecorella Fini” tutto è fuorchè smarrita. ( e gli allevatori ci rimettono).