Decreto dignità e polemiche.


di Alessio  Papi.

Sta facendo molto discutere il “Decreto Dignità” tanto voluto dal Movimento 5 Stelle e dal vice-premier Luigi di Maio.

A protestare non sono i piccoli e medi imprenditori, ma addirittura confindustria, la massima espressione dei grandi  industriali.

Pur avendo un “minimo” di esperienza sindacale ed essendomi fatto un’idea preferisco non commentare il decreto , soffermandomi piuttosto sui suoi avversari.

decredign

 

 

L’economia italiana cresce poco, ma troppo spesso ( e banalmente) si imputano a vaghe cause “strutturali” il motivo di tale scarsa crescita.

E’ vero che in italia il costo del lavoro è relativamente più alto che in altri paesi europei (anche a causa di una tassazione esagerata) ma come stanno realmente le cose?

La forbice tra costo del lavoratore e reddito percepito è apparentemente molto ampia, ma è anche vero che l’Italia è uno dei paesi dove i redditi sono i più bassi.

Il costo medio dei dipendenti nei paesi a crescita maggiore è mediamente più alto, ma con una produttività nettamente maggiore.

Il problema per le imprese italiane è culturale.

Da una parte imprenditori “con le braccine corte” che vogliono massimizzare il profitto a tutti i costi, dall’altro uno Stato esoso che esige il 70 % in tasse e balzelli, ricevendo in cambio  poco o niente.

Quante sono le imprese che delocalizzano nell’est europa, spostano la sede in altri paesi europei  o si affidano a fornitori cinesi?

L’italia è il paese europeo che investe meno degli altri in ricerca, e in ambito industriale “ricerca” significa aumentare la produttività dei singoli lavoratori ma soprattutto produrre beni ad “alto valore aggiunto” , in parole povere prodotti che potendo essere venduti a un prezzo più elevato offrono un margine di redditività maggiore.

Se fosse per gli “industrialoni” i lavoratori dovrebbero essere  licenziabili e senza tutele, se non addirittura “lavorare a cottimo”, forse è per questo che a tanti di loro piace la Cina.

Sono gli industriali che nel corso degli anni hanno  accollato alla collettività i costi delle loro gestioni scellerate, pensiamo agli incentivi statali, le casse-integrazioni, e le bonifiche ambientali a spese dei contribuenti.

Hanno inzozzato e depredato il nostro paese per  poi delocalizzare, ed ora fanno la morale a questo governo con il silenzio assoluto  delle sigle sindacali, che anziché gioire per la reintroduzione delle tutele sul lavoro cercano ancora qualche prebenda bussando alle porte di partiti che non esistono più.

Esistono ancora pochi coraggiosi ed onesti imprenditori che però purtroppo non sono rappresentati da nessuna associazione di categoria.

Questi imprenditori combattono quotidianamente una battaglia per la sopravvivenza senza fare rumore, senza dichiarazioni a caratteri cubitali sui “giornaloni”, senza avere nemmeno il tempo di lamentarsi.

Se il decreto dignità ha fatto “incazzare” qualcuno significa che intanto a qualcosa è servito … il prossimo passo la flat-tax per permettere di lavorare e respirare a chi ne ha voglia…

Quando hai “qualcuno antipatico” che ti rema contro, in fondo vuol dire che sei sulla strada  giusta!

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Caro sindaco… Benvenuto a Roma !


Sicurezza a Roma
E le Volanti ?

di Alessio Papi

Caro Sindaco Alemanno Benvenuto a Roma !!! Leggo al ritorno dalle vacanze estive la sua “preoccupazione” riguardo la mancanza di agenti da destinare al controllo del territorio e la scarsità delle volanti dovuto all’impiego delle modeste risorse in scorte e servizi vari.

Come anticipato prima la mia risposta è “Benvenuto a Roma !”.

Il problema è serio e va avanti da anni , trovo ridicolo che improvvisamente si scopra l’acqua calda.

La faccenda ha due aspetti uno politico e l’altro se vogliamo, gestionale.

In primis vorrei sapere quanti “suoi” colleghi politici sono disposti a cedere lo status di “vip con la scorta” considerando che in Italia “tale prebenda” la vuole pure Corona per andare in discoteca (per la cronaca il premier britannico Cameron è andato in vacanza in Spagna con un volo low cost).

Conosco molti poliziotti e le posso garantire che (purtroppo) il 70 % di loro farebbero a gara per entrare nella scorta del “politico di turno”. Significa accedere a tutta una serie di privilegi (diretti e non), che nella nostra italietta “contano”. Anzitutto straordinari fissi, e tutta una serie di “benefit”, ma soprattutto feste esclusive, reti di rapporti, entrate gratis allo stadio,vacanze importanti, etc. etc. e poi perchè rischiare una pistolettata a Tor Bella Monaca in volante quando al massimo posso essere colpito da una busta di escrementi a Piazza del Parlamento?

Hanno ragione i sindacati quando dicono che devono essere premiate le forze dell’ordine che sono “per strada” e non coloro che sono al “servizio del potere” ma come Lei ben sa “il potere è autoreferenziale” e quindi tende a tutelare i propri interessi e non quelli dei cittadini.

Mi permetto di darLe anche un suggerimento da far pervenire al Ministro Maroni, non perchè io sia particolarmente intelligente ma perchè semplicemte ho visto le cose come funzionano negli altri paesi. Inanzitutto si cominci con sostituire il personale amministrativo nei commissariati e al ministero dell’interno con dipendenti pubblici “civili”,in modo da recuperare “risorse”.

Poi si proceda con il creare un dipartimentento addetto alle funzioni di scorta e sorveglianza destinati ai “palazzi del potere” indipendente dalla Questura di Roma ma soprattutto con un budget proprio che gravi direttamente sui capitoli di bilancio di Camera e Senato.

Vedrà caro Sindaco che Roma improvvisamente diventerà più sicurae meno caotica.

Benvenuto a Roma !!!