Tanta ipocrisia per nulla.


Rom
Perchè sono in "zona franca" ?

di Alessio Papi

Quanta falsità, certo,si prova  pena sapere che quattro innocenti sono rimasti vittime di un incendio, ma quanta ipocrisia da tutte le parti.

I quattro bimbi Rom (anzi zingari secondo una recente legge approvata dal parlamento romeno), sono morti prima di tutto per l’irresponsabilità dei genitori che li hanno lasciati soli in una baracca, in seconda battuta per colpa del finto perbenismo delle istituzioni e di tutte le  parti politiche.

Non si capisce infatti perchè nel nostro paese (ed in particolare nella città di Roma) esiste una specie di “zona franca” dove a zingari ed extracomunitari è concesso ciò che ad altri è vietato.

Ai poveri innocenti morti nel rogo probabilmente non si sarebbe certo prospettata una infanzia facile, nel loro futuro avrebberosicuramente incontrato abusi, accattonaggio, furti e violenze.

Come è possibile permettere che ciò accada ?Perchè un bambino italiano rischia di essere mandato in istituto perchè magari i genitori (sempre italiani) non hanno un “livello reddituale consono”, ed invece i rom ,gli zingari, chiamateli come vi pare possono far crescere i figli nelle dicariche ?

Perchè si è solerti nel demolire “case abusive”, e Roma è una città che sta vivendo da 10 anni una emergenza abitativa senza pari (per colpa di speculatori senza morale), e si tollera ogni sorta di baraccopoli ?

La tolleranza è una parola di per se razzista in quanto implica una cognizione di diversità,è l’ uguaglianza delle norme e delle sanzioni che si deve ricercare.

Un bambino è tale se italiano, zingaro, asiatico, africano o marziano.

Domandiamoci perchè importiamo delinquenti (magari perchè i loro compari si “sono trovati bene” in Italia) , distinguiamo presunte identità etniche (concetto tanto caro a certe sinistre), dal semplice essere fuori dalle regole, non c’è bisogno di leggi speciali se non si vengono fatte rispettare quelle che già ci sono.

Mi aspetterei dal Mio Sindaco Gianni Alemanno, un coraggio maggiore del semplice “Ci vogliono campi regolari, sicuri, autorizzati”, il problema è semmai concettuale.

Perchè gli italiani devono mandare a scuola (giustamente) i bimbi, lavorare, avere una casa dignitosa, e costoro (non italiani) vivono contro ogni regola di convivenza civile?

Nel bene e nel male il “modello occidentale” (chiamiamolo così per non far torto a nessuno), è largamente condiviso da buona parte del mondo civilizzato, perchè costoro ne devono essere esenti?

Dove sta scritto che per quanto scomodo possa essere, hanno il diritto ad un prefabbricato in una campo attrezzato (spero mai una casa popolare), quando solo a Roma ci sono 24.000 romani in emergenza abitativa ?

Costoro vengono prevalentemente dai paesi dell’est i cui governi sono felicissimi di sbolognarceli …Qui Prodest ???

Ho votato questo governo e questo sindaco………

Tanta Ipocrisia per Nulla !!!!

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Piccoli Stronzi Crescono


Trabiccolo o Minicar
Macchinetta o Feticcio ??

di Alessio Papi

Il titolo è un po’ forte ma serviva ad inquadrare l’argomento.

Passata la sosta festiva i media (almeno a Roma), ci stanno flagellando la coscienza con la storia della sedicenne in fin di vita in seguito ad un incidente con una microcar (umanamente dispiace), che ha aperto una polemica (a mio giudizio inutile), sulla presunta sicurezza delle “macchinine”.

Per correttezza specifico che la mia “indole liberale” non concepisce la definizione di “oggetto pericoloso”

(arma, automobile, aereo o qualsiasi altra cosa sia), casomai è pericoloso “l’uso che se ne fa”.

E proprio qui che come si dice “casca l’asino”.

La mia generazione è cresciuta con il “motorino con la marmitta ad espansione”,con il quale compivamo “mirabolanti evoluzioni”(almeno a noi sembrava così), ma al primo ginocchio sbucciato o braccio ingessato (con relativo sequestro del veicolo da parte

dei genitori per almeno tre mesi, e relativo shampoo), capivamo che fare gli “stronzetti” era pericoloso, e ci davamo una calmata.

Qualcuno di noi a diciotto anni ha scelto la comoda via dell’automobile altri come il sottoscritto, sono diventati motociclisti ed hanno

trasformato la necessità deambulatoria in una passione.

Oggi le minicar hanno la presunzione , di delegare le più elementari norme di convivenza civile e di rispetto delle norme del codice della strada, in qualche maniera sopperiscono alla figura del genitore, ovvero colui che dovrebbe insegnare l’educazione e la convivenza al “pargolo”, servono ad alcuni genitori a “lavarsi la coscienza”, – ti compro la macchinetta così puoi fare come ti pare senza farti male -, nulla di più sbagliato e diseducativo.

Basta girare per la Capitale per rendersi conto come vengono condotti tali trabiccoli.

Se da una parte vengono correttamente utilizzati (senza pericoli) da anziani e massaie, per la maggior parte dei giovanissimi sono una specie di “must”,

qualcosa da esibire, da modificare, un feticcio da trasformare in un pericoloso videogame in sprezzo alla propria ed altrui vita.

Un efficace modo per allenare “piccoli stronzi”, che una volta compiuti i diciotto anni potranno tranquillamente acciaccare le vecchiette sulle strisce pedonali con il Suv di papà.

Non capivo come mai anche una “persona seria” come il Sindaco Alemanno si interessasse tanto sulla vicenda, ma dopo alcune riflessioni ho capito.

Le macchinette (considerando l’utenza media) rappresentano la Roma Vip, i figli della Roma “bene” della Roma “potente” e si sa l’Italia è il paese delle Lobby ma non si può dire.

Magari un giorno scopriremo che anche Manfredi il figlio del Sindaco o il figlio di qualche giornalista posseggono un “quadriciclo leggero” comprato da papà…..

Si spiegherebbero tante cose.