Cambiare per Crescere


di Alessio Papitory

A volte è necessario rendersi antipatici per analizzare una situazione.

In parte avevo già fatto una previsione in tempi non sospetti (https://lisoladeifaziosi.wordpress.com/2012/07/16/berlusconi-bis-destra-nazionale/) , avevo lanciato un appello raccolto purtroppo solo in parte da chi ne aveva usato il senso per scopi personali.

La Destra (come schieramento e non come partito) così come è non fuziona, non vince e non convince.

Troppi personalismi, troppi localismi, troppi clan, troppo folklore.

Quando si lanciò la candidatura di Storace alle regionali usai un eufemismo… “più goliardia meno nostalgia”nel (vano) tentativo di far comprendere ai militanti che senza uno svecchiamento dell’impalcatura ideologica non si sarebbe andati da nessuna parte.

Il contenitore è troppo piccolo indipendentemente dai risultati elettorali, i temi non hanno preso o peggio ancora non sono stati capiti.

Considerare l’Europa come una zavorra e non come un’opportunità è ormai anacronistico, parlare di sovranità senza spiegare che al parlamento europeo per anni abbiamo mandato degli incapaci è provincialismo.

Certo il sistema bancario su cui è costruita la Bce sta stritolando le nazioni a beneficio esclusivamente di se stesso, ma come farlo capire ai potenziali elettori ?

Viviamo un mondo sempre più interconnesso, piaccia o non piaccia la globalizzazione non è più solo un tema economico ma anche politico.

Come uscire dal guscio dei confini nazionali (quando non addirittura regionali) senza identificarsi con qualcosa di più o meno esistente a livello internazionale e senza inutili revanscismi ?

Viene alla mente un qualcosa di più ampio ed evoluto, una Destra che sappia uscire (a differenza del PDL) dall’orrido baratro del PPE, qualcosa che riesca a far dialogare ed unire cattolici, liberali, socialisti, repubblicani, destra identitaria e sociale.

Per farla breve bisogna allungare gli orizzonti, guardare fuori, non al perbenismo bacchettone dei repubblicani americani ma piuttosto al trasversalismo dei conservatori inglesi, sintesi tra innovazione e tradizione.

La Destra deve recuperare quella capacità innovativa e propositiva che l’ha distinta negli anni passati ma contemporaneamente fare da apripista ad un dopo-Berlusconi non troppo lontano.

Non mi piacciono i “rottamatori” danno l’idea di una fine, penserei più ad una bella revisione ed una messa a punto, un nuovo inizio dal quale (ri)cominciare per costruire la “Casa degli Italiani”.

Come al solito …..


Lega Magnona
Lega Magnona

di Alessio Papi

….. avevamo previsto tutto.

In tempi non sospetti avevo scritto un articolo sulla Lega che oggi sa di profezia.

A Ottobre 2011  https://lisoladeifaziosi.wordpress.com/2011/10/05/viva-l-i-taglia/

denunciavo il comportamento della Lega su una controllata statale (gruppo Finmeccanica), ma evidentemente era solo la punta dell’iceberg.

Il malcostume italico ha contagiato anche i verdi camiciati.

Quello che sta venendo fuori è il paradigma della politica italiana.

“Fatti eleggere e poi fai gli impicci con i soldi dei rimborsi”.

La mia posizione non è molto favorevole all’eliminazione del rimborso ai partiti ma la questione è più che altro nel merito.

Da ex-militante di An dopo aver passato anni a pagarmi tessere ed a contribuire all’affitto della “sezione” scopro che le casse del partito sono piene di soldi.

Questo mi fa incazzare molto !

Perché noi militanti dovevamo pagarci la sede ed i manifesti quando le casse del partito godevano di ottima salute?

Potrò sentirmi “perculato” ?

Alla luce di quanto emerso è lecito ipotizzare che mentre c’era chi si pagava la “sezione” Fini con i soldi del partito ci portava alle Seychelles la sua concubina ?

Sul rimborso elettorale bisogna discutere.

Non credo nel “sistema americano” dove gli unici che si possono permettere di entrare in politica sono miliardari e imprenditori (anche se Colaninno ha portato in parlamento il figlio con il PD) .

Certo 5 euro a voto mi sembrano eccessivi …

Basterebbe diminuire (magari ad 1 euro) il contributo obbligando i partiti alla rendicontazione delle spese come già avviene per le associazioni culturale che beneficiano di fondi pubblici.

Non ci vuole una lectio magistralis per modificare la legge basta il buonsenso.

Ecco ….  è questo il problema…. l’impressione è che in parlamento non conviene a nessuno …