ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2010: VINCITORI E VINTI


Votare ??
Votare ??

  Il centrodestra vince ma nella coalizione chi ha avuto la meglio?

 Di Simone Carbonaro

Una cosa è chiara, il centrodestra ha vinto e le sinistre hanno perso, ma cosa ha caratterizzato questo turno elettorale? Sicuramente un elemento che da almeno 15 anni caratterizza la vita politica del paese, un partito vincitore per schieramento, a destra vince su tutti la Lega, mentre a sinistra l’IdV un ottimo risultato, i motivi di tale risultati sono stati sviscerati da tutti, ma quello su cui sarebbe importante porre l’accento è la tecnica che ha portato a tale risultato, da una parte Di Pietro che non ha un piano politico all’infuri dell’annientamento di Berlusconi, dall’altro la Lega che invece mette in campo un programma politico ben preciso e seppure ancora meramente territoriale condiviso da molti anche nei territori che non gli competono e se i verdi di Umberto Bossi perdessero l’identità territoriale cosa accadrebbe? Piccoli esperimenti cominciano a farli con esperienze tipo “lega Lazio” (lista presentata alle ultime europee), il risultato non è stato eclatante ma mostra come i leghisti cerchino di rompere il muro del nord. Tuttavia i padani stanno “crescendo bene” nel sistema nazionale ossia hanno incominciato a capire a “cosa servono le poltrone amministrative” ed hanno avanzato pretese, Berlusconi da leader della coalizione di centrodestra ha risolto la spartizione assegnando 2 regioni, Piemonte e Veneto alla Lega, 2 regioni, Lazio e Calabria, agli ex di Alleanza Nazionale e 3 regioni, Lombardia, Campania e Puglia, agli ex di Forza Italia, il risultato? La Lega ha vinto, A.N. ha vinto, e F.I. ha vinto in Lombardia e Campania ma ha perso pesantemente in Puglia, attribuire la colpa di questa disfatta al mancato accordo con la Poli Bortone è più che plausibile ma sostenere che tale accordo sia saltato per volontà del Presidente della Camera dei Deputati sembra almeno fantasioso visto che sembra la solita leziosaggine di chi avrebbe voluto una poltrona per interesse personale, ma non ha accettato di scendere a compromessi per un progetto comune. Progetto voluto fortemente dal ministro Fitto che, nonostante le indagini e gli arresti di alcuni membri della giunta Vendola (candidato uscente) e nonostante l’intervento di Berlusconi è miseramente fallito.

Nella Capitale abbiamo assistito ad un altro “miracolo” del cavaliere. Vicenda liste di Roma e provincia, in quest’occasione sono stati tutti pronti a schierarsi con Berlusconi che “ha risolto tutto scendendo in campo in prima persona” ma se vogliamo analizzare bene la cosa potremmo partire dal affermare che la persona ad aver compiuto l’errore sia un esponente ex F.I. e che Milione fa parte del gruppo di Pallone che pare essere un fedele di Previti, ma questa sembra un’analisi troppo semplicistica, inutile dire che tutto è successo per apportare delle modifiche dell’ultimo momento alle liste, mi chi volevano cancellare e chi volevano inserire? Per quanto riguarda la cancellazione si parla di Samuele Piccolo ma questo ragazzo a chi da fastidio? Agli ex di F.I., agli ex di A.N. o magari ad entrambi? Agli ex F.I poteva interessare solamente avere un altro posto in lista, mentre per gli ex A.N. si poneva il problema delle preferenze che l’On. Piccolo ha dimostrato di saper conquistare e quindi è più facile pensare che la correzione della lista sia stata voluta da qualche ex esponente di Alleanza Nazionale e non scordiamo che il Coordinatore del PdL nel Lazio è Vincenzo Piso, un fideista del sindaco Alemanno. Tornando alla questione Lega ed alla sua in arrestabile corsa verso le poltrone c’è da dire che alcuni episodi fanno sorgere alcuni dubbi sull’alleanza con il presidente del Consiglio, ad esempio il fatto che in Veneto si vinca la regione, primo partito la Lega, e si faccia una figura barbina a Venezia con candidato a Sindaco Brunetta (ex F.I.) o come la circolare firmata dal dicastero presieduto da Maroni in cui si dettava la regola da prendere in considerazione durante gli scrutini, questa circolare asseriva che i voti con “preferenze espresse a candidati di pura fantasia andassero considerati nulli” segnando un autogol per la candidata Polverini, infatti, molte persone pur votando la lista civica di Renata Polverini hanno espresso la preferenza a ipotetici candidati della lista PdL mai presentata e quella circolare ha semplificato molto il lavoro a chi voleva annullare dei voti della lista Polverini.

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Quella paura della Lega che ti Frega !!!


 

Uguali o Diversi ?
Quanto hanno in comune ?

Di Alessio Papi

Dopo le ultime elezioni regionali si fa un gran parlare del pericolo verde.

Il risultato della Lega Nord spaventa i più sia per le percentuali ottenute, sia per il progressivo spostamento verso verso Sud del suo potenziale elettorale.

In zone “tradizionalmente rosse” (Toscana, Marche ed Emilia-Romagna), la Lega ha saputo paradossalmente raccogliere consenso tra il proletariato “tipicamente rosso” deluso dal disfacimento della sinistra, e nell’elettorato “nazional-borghese” tipicamente aennino.

Sarebbe più utile (e intelligente), cercare di capire i motivi di questo successo.

Demonizzare una parte politica porta al  risultato esattamente opposto, ne aumenta

il consenso, e uanto accaduto tra Berlusconi e la sinistra dovrebbe (forse) averci insegnato qualcosa.

Piaccia o non piaccia la Lega ha saputo rispondere alle esigenze del territorio e dare una immagine della politica diversa.

E’ riuscita a portare “facce nuove” nella politica, nella maggior parte dei casi “leghisti della prima ora “, al contrario di Pdl e Udc che, salvo qualche eccezione, hanno al loro interno (un po’ per genesi, un po’ per predisposizione), un buon numero di riciclati e trasfughi.

Ha saputo accorciare le distanze tra la politica/politici e cittadini, sono riusciti a rendersi credibili nei confronti dei cattolici, che al Nord, hanno abbandonato l’ Udc;

Nei paesi sperduti come nei grandi centri, è stato un florilegio di aperture di sezioni della Lega, dove potenziali elettori possono incontrare leaders locali e nazionali, un metodo nuovo ma anche vecchio di fare politica.

Vecchio perchè era un metodo consolidato in formazioni come l’ M.S.I prima, AN poi, che avevano (prima del loro totale imborghesimento), nella capillarità delle sedi sul territorio il loro punto di forza.

Nuovo perchè ha saputo riempire un vuoto che altre formazioni hanno lasciato, con una non comune attenzione al elettorato di riferimento, senza mai creare inspiegabili e gratuite contrapposizioni con gli alleati di governo.

I vecchi circoli di partito tanto a destra (trasformati in caf o agenzie di viaggio), quanto a sinistra (trasformati in circoli pseudo-pub o gallerie d’arte), hanno preferito inseguire il business spicciolo.

Nelle grandi realtà come Roma fanno eccezione pochi gruppi legati per lo più a singoli particolarmente capaci che non a reali strutture di partito.

A chi ha giovato tutto ciò ?

A chi malato di leaderismo ha preferito un partito “light” gestito come una salumeria a conduzione familiare.

Colui che, avendo scollegato il partito dal territorio può compilare le liste (elettorali) a suo uso e consumo.

 Colui che avevendo il gessetto in mano può segnare a suo piacimento buoni e cattivi alla lavagna.

Un “cattivo maestro” anni fa sosteneva che la politica fosse “occupazione di spazi e fornitura di risposte”………………è quello che fa la Lega oggi…..

Piaccia o non piaccia la Lega oggi è la bella copia di quello che era Alleanza Nazionale dieci anni fa.

Basterebbe un po’ di umiltà per riconoscere gli errori commessi nel passato……. e non gridare al Lupo !!! al Lupo !!!……….. Quella paura della Lega che ti Frega !!!

Cara Renata ti Scrivo.


di Alessio Papi

 

Renata Polverini
La Vittoria Di Renata Polverini

Cara Renata ti scrivo …………………

Abbiamo vinto !!! bene, anzi benissimo, ma ora al lavoro !!!

Si perchè a bocce ferme lo si può dire, tanto per i prossimi 5 anni non ci saranno elezioni regionali (sgraat).

In questi anni “di opposizione” abbiamo fatto abbastanza ridere, e dobbiamo fare (per usare un termine caro alla sinistra) autocritica.

In Regione come nelle enti e nelle società collegate abbiamo rinunciato a far politica in nome di un non meglio specificato “quieto vivere”.

Dopo lo scandalo Marrazzo si è evitato di andare ad elezioni anticipate semplicemente perchè “non eravamo pronti”.

Siamo stati una indefinita accozzaglia politica che si è retta esclusivamente sulle iniziative dei singoli consiglieri interessati (come ovvio), più ad aumentare il proprio prestigio ed il proprio consenso che rappresentare un’ idea o un progetto.

E’ così ci si è dimenticati troppo spesso di esercitare l’azione di controllo su quanto accadeva, si è scesi a compromessi continui, ci si è turati il naso magari in cambio di qualche favore “per gli amici”.

Ci troviamo oggi in una situazione disastrosa, con l’amministrazione al collasso e società regionali piene di debiti e gente inutile.

A questo quadro poco idilliaco si aggiunge “l’ora del riciclo” di dipendenti, funzionari, e dirigenti vari, scattata domenica sera dopo la comunicazione dei risultati elettorali;

Gente che ha come fine unico quello di “continuare a galleggiare”, ed ha fatto fortuna a scapito di chi si è sempre schierato.

Cara Renata questa volta bisogna dare un segnale, bisogna fare piazza pulita.

Abbiamo creduto in un progetto, abbiamo inseguito un’idea……….

Dimostriaci che abbiamo fatto bene  !!!!

Buon lavoro !!!!